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giovedì, giugno 30, 2005

San Pietro e Paolo II




La festa di San Pietro e Paolo. Alla vigilia, nei secondi vespri, che i romani chiamavano familiarmente vesperoni, la statua di San Pietro, di Arnolfo di Cambio, era vestita con gli abiti solenni del pontefice. L'amitto, la stola, il piviale rosso, la tiara sul capo e l'anello al dito. In sua presenza si benedivano i pallii, che il giorno dopo sarebbero stati donati a patriarchi, vescovi e metropoliti nominati in occasione della ricorrenza.

La basilica era illuminata a giorno. Su Castel Sant'Angelo fiorivano i fuochi d'artificio, tra cui la girandola, inventato da Michelangelo e portato alle perfezione dal Bernini.

Il giorno della festa, tutte le campane svegliavano la città. Da Napoli giungeva la chinea, il cavallo bianco, che portava con sè un cesto pieno di 7000 scudi. Il tributo angioino, distribuito ad orfani e vedove.

Il Papa passeggiava per la città, benedicendo strade, piazze e vicoli. E poi si recava alla basilica di San Paolo e alle Tre Fontane, per rendere omaggio all'Apostolo delle Genti.

La sera, una macchina scenica esplodeva davanti Palazzo Colonna.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:55 2 commenti

Ultime da Veltronolandia

In una città normale, a che servono i proventi dell'ICI ? A pagare i dipendenti, a costruire, strade, fogne, metropolitane.

Nel fantastico mondo di Veltronolandia, a finanziare una compagnia aerea low cost comunale !!!!!

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:52 0 commenti

Biciclette



Per tutti i ciclisti romani, un interessante blog

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:39 0 commenti

martedì, giugno 28, 2005

San Pietro e Paolo I



Domani è la festa dei Santi Pietro e Paolo, primi tra i tanti protettori di Roma, sepolti nelle omonime basiliche. Probabilmente i due apostoli non furono martirizzati il 29 giugno; questa data è simbolica. Riprende infatti la festa di Quirino, divinizzazione di Romolo, celebrata nello stesso giorno.

Festeggiando Pietro e Paolo nella stessa data, i cristiani li onoravano come fondatori nella vera fede dell'Urbe.

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:04 1 commenti

Lavinium



Nella Roma arcaica, vi era una straordinaria devozione al Santuario di Lavinium, che la leggenda affermava essere fondato da Enea.Ogni anno i consoli, all'inizio della loro magistratura, vi si recavano per compiere un sacrificio ai Penati e a Vesta. Lì erano venerati i sacra principia populi Romani Quiritium nominisque Latini.

Gli scavi archeologici a Pomezia hanno identificato sia il santuario federale della Lega Latina, dedicato a Venere, Aphrodision ricordato da Strabone, con il relativo heroon di Enea, sia il Santuario dei Dioscuri.

Riguardo alla presunta tomba dell'eroe troiano,descritto da Dionigi da Alicarnasso, gli scavi hanno evidenziato una storia complessa. Nel secondo quarto del VII sec. (orientalizzante antico fase IV del ferro laziale, periodo coincidente con l'ultima necropoli di Lunghezza, con lo sviluppo urbano di Gabii e con il sinecismo che porta alla fondazione di Roma, come evidenziato dagli scavi di Carandini) viene innalzata una tomba a tumulo, la cui fossa, è eccezionalmente rivestita di lastre di cappellaccio e chiusa con lastroni dello stesso materiale. Il corredo trovato è straordinario,degno di un personaggio di alto rango : vasi, carro, alari. Il misterioso defunto verrà in seguito identificato con Enea.

La presenza nella tomba di una oinochoe di bucchero pesante e di un'anfora databili al VI sec., che non possono far parte del corredo originario indicano un intervento cultuale in questo periodo.

Ma l'evoluzione non finisce qui.Nella seconda metà del IV sec. il vecchio tumulo viene sventrato con un taglio che raggiunge il centro e tocca la sepoltura antica, viene edificata una cella quadrangolare chiusa da una porta a finto battente di tufo.

L'altro santuario, quello delle tredici are, è unico nel panorama del Latium Vetus.Ttredici are allineate lungo un asse orientato nord-sud, a pianta rettangolare con ante laterali, strutturate con vigorose modanature, costruite tra il VI ed il II secolo avanti Cristo.

Al VI secolo appartengono vasi di importazione greca, sia di tipo attico, sia di tipo laconico, una raffinatissima statuetta bronzea di kore, numerosi bronzetti di kuroi e korai, identici a quelli trovati a Roma sotto il Lapis Niger, che i Romani identificavano con il luogo dell'omicidio (o del sacrificio rituale) di Romolio.

Infine un'iscrizione latina in caratteri arcaici simili a quelli del cippo del Foro col seguente testo Castorei Podlouqueique qurois. La più antica testimonianza della introduzione del culto dei Dioscuri nel Lazio.

In particolare la forma Podlouques documenta il passaggio dal greco Polydeukes al latino Pollux, e l'attributo quroi che ripete il termine greco senza tradurlo. Ciò rafforza quanto dimostrato dalle iscrizioni gabine, ossia che le elitè latine dei tempi di Romolo parlassero tranquillamente il greco.

Questo era lo stato dell'arte fino all'inizio dell'anno. Gli ultimi scavi hanno evidenziato altre novità. La scoperta della quattordicesima ara nel santuario dei Dioscuri. Le fonti classiche ne ricordano quindici.

E accanto al santuario, un antico complesso, quasi certamente destinato all?ospitalità dei pellegrini, simile a quello scoperto alla foce del Sele.

Ricapitolando, un capo tribale nel settimo secolo, compie un'impresa grandiosa, tale da essere eternata con un monumento sepolcrale molto al di sopra dei comuni standard latini. Nulla vieta che possa essere il fondatore dell'Urbe.

I primi commercianti della Magna Grecia, capitati a Lavinium, si trovano davanti questo mausoleo. Qualcuno si ricorda delle tombe degli Atridi. Qualcun'altro chiede in giro, capendo chissà che cosa. Identificano il misterioso personaggio con Enea.

E cominciano pellegrinaggi e sacrifici. Gli abitanti di Lavinium intuiscono il business, creano le strutture di accoglienza ed introducono il ciclo troiano nel loro sistema mitico.

E i romani da una parte perdono memoria della tomba del loro fondatore, perchè attribuita ad Enea e contemporaneamente, da assurdi tradizionalisti quali erano, continuano a dedicargli sacrifici funebri, che gli eruditi dei secoli successivi dovettero giustificare in qualche modo o maniera

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:41 1 commenti

Elezioni al Tuscolano

Le elezioni suppletive nel IX collegio della Circoscrizione Lazio 1, resesi necessarie dopo che il deputato in carica Augusto Battaglia è divenuto Assessore regionale della Giunta Marrazzo, si sono risolte infatti con una vittoria del candidato dell?Unione Michele Meta, attuale Segretario regionale dei Ds.

L?esponente della Quercia si è imposto con l?84% dei consensi. Parrebbe un plebiscito. In realtà ha votato appena il 16% degli aventi diritto al voto.

Al Tuscolano hanno preferito la spiaggia di Ostia all?arroventata cabina elettorale.

scritto da Alessio Brugnoli alle 10:27 1 commenti

Centocelle Violenta



Io a via dei Ciclamini sono passato alle sette, per tornare a casa, ma non mi sono accorto di nulla.

E permettetemi di essere un poco sconvolto

scritto da Alessio Brugnoli alle 09:53 1 commenti

lunedì, giugno 27, 2005

Vasari e Michelangelo




A Palazzo della Cancelleria, vi è un affresco di Vasari che rappresenta l'incontro di Nizza tra Francesco I, Carlo V e papa Paolo III. L'opera fu compiuta nel 1546 in soli 100 giorni.

Vasari si vantò di ciò con Michelangelo, aspettandosi elogi. Il fiorentino, invece rispose;

" E si vede "

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:29 1 commenti

Racconti Centocellesi




Stavamo ar giardino della Tana. Bevevamo corona e magnavamo pistacchi. Poi facevamo a gara a mirà co' le cocce er portacicche der tavolo vicino. Mille punti a chi faceva centro. L'unica eccezione er Cobra. Da sfrocerato che era, s'era preso 'n boccalone de birra doppio malto. Torbida e scura. Parava ojio de macchina. Beveva certi sorsi, come se fosse acqua de Fiuggi. Poi messaggiava co' una. Er cellulare squillò. E sur viso je se stampò sorriso, che nun s'era visto dai tempi dello scudetto.

Intanto arrivò Sandrone. Tutto abbronzato, co' li muscoli gonfi de palestra. Lo salutammo.

" Ah belli la sapete la novità ? "

" Da la donna de Silvano ? E' vecchia 'sta storia "

" Ma che state a di' ? Mica lo sapevo. E che tipa è ? "

" 'Na tipa da Giuguaro. Biondina, fa l'infermiera presso le fije de San Camillo "

" Bono a sapesse, ma comunque lo scuppe non era questo "

" Embè, Sandrò " je risponnemmo 'n coro, 'ncuriositi, tranne Cobra, perso nelle chiacchieracce sua.

" Ve ricordate de quello arto che scippava le ragazze a li portoni de li palazzi rosa ? "

" Eccome no, ho letto pure li manifesti pe' strada, che dicevano de sta attenti. La polizia l'ha cioccato ? "

"Ma de che. C'hanno pensato quelli delle Muse. L'hanno beccato. Le botte se l'è capate. Così impara "

" E te 'na cosa bella "

" Certo che no, ma era necessaria. Cioè, tra me Sandrone e lo Stato c'è 'n patto. Io te pago le tasse, se tu me dai servizi. Te lascio er monopolio della forza, se tu me proteggi. Ma su nun c'hai intezione de proteggeme, io me ripijio er diritto de usà la forza come me pare e piace. E come quanno affitto 'na casa. Finchè me paghi la pigione, poj rimanè. Se nun la paghi, te caccio e la casa ritorna a me "

" Vabbè, ma se mancano i poliziotti ? E che poj fa' ? "

" Assumeli ?

Er Mumma smise de fumà 'na Marlboro red. C'aveva fatto er buco, pe' falla più leggera.

" E pure questione de leggi fatte male. C'avete presente quella casetta che c'ho a Pantano ? "
" E come no, quella cor nespolo. Co l'arbusti de rosmarino che sembrano pini, do' annavamo sempre a fa' pasquetta "

" Proprio quella. Nun ce so' più annato dalla morte de mi' nonna. Sei mesi fa, m'è preso er ghiribizzo de' facce 'na scappata. C'entro. Nun c'era più gniente. S'erano fregato tutto. Vabbè l'ho presa sportivamente. Ce ritorno du' mesi fa. Riapro. E la trovo piena. Materazzi, mobbili, tenne, coperte. Quarcheduno ce s'era infilato d'entro. E che è robba tua, ho pensato. Co' mi cuggino avemo preso 'n camion, ce semo caricato tutto e l'avemo buttato alla discarica. Ce torno la settimana scorsa. Nun solo riavevano occupato casa, ma s'erano pure permessi de cambià la serratura. Manco posso entrà più a casa mia, 'sti 'nfami. Passo ar commissariato. 'N poliziotto inforca l'occhiali. Pija 'n libbrone, che pareva 'n messale. E comincia a leggè. 'Nsomma nun solo quelli se so' accampati sulla robba mia, ma manco je posso fa' gnente. La legge prevede soltanto la denuncia a piedi libero. E mo che famo, ho detto ar poliziotto. E quello poraccio, ha allargato le braccia. Se nun li posso arrestà, nun li posso arrestà, co' na faccia dispiaciuta. E mica me le invento io le leggi !!! "

" E mo' che fate ? " chiese Sandrone.

" Le poste, come a li cinghiali. Prima o poi dovranno avvicinasse a casa de nonna. E je raddrizzo le costole, a forza de bastonate. A proposito quanto ve devo da' per er regalo der Giamaica ? Che j'avete fatto "

" Un set de pettini " risposi

" Sicuramente 'n regalo utile e costruttivo, dato che er soggetto in questione c'ha 'na testa che pare uscita dall'orto botanico "

" Ma sto' a scherzà, 'n braccialetto de oro e acciaio "

" Me successe 'na cosa der genere " 'ntervenne Cobra, che aveva smesso de fa' er mollicone.

" T'hanno regalato li pettini, che pure tu ce ne avresti bisogno ? "

" Ma che... parlavo della giustizia sommaria "

" Quarche fidanzato de quelle a cui rompi l'anima t'ha corcato come 'na zampogna ? "

" No. Dodici o tredici anni fa, Emiliano Bomber usciva co' na mora "

" Belle bocce. Ma lo sai che m'ha chiamato un mesetto fa. Je risponno. Chi sei, je dico. Ciao Sandrò, so' Jessica. T'ho chiamato perchè nun c'avevo 'n cazzo da fa " intervenne Sandrone

" Merita er Nobel de la sincerità. Comunque, Bomber aveva accompagnato a casa Jessica. Spunta 'n tossico. Pija Jessica pe' la gola. Bomber comincia a smadonnà. Quello tira fuori 'na siringa. Se nun te stai bono, la buco. E così je diedero tutti li sordi e l'oro. La comitiva 'n cui stavamo nun la prese bene. Facemmo 'n poco de domanne. Scoprimmo chi era. Pijammo tre quatro bilancieri dalla palestra. Quarche catena pe' lega li motorini. Ce coprimmo er viso co' li passamontagna. Era fine luglio, nun poi capì quanto stavamo a schiattà de' calla. Annammo sotto casa der tossico, tutti 'ngrifati. E ce trovammo davanti li manifesti listati a lutto. Morto pe' overdose du' giorni prima. E se l'era pagata co l'oro de Bomber e de Jessica. Era destino che finisse così"

E diede l'ultimo sorso ar boccale de birra

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:36 0 commenti

domenica, giugno 26, 2005

Le ragioni del Caldo



Sollecitato dar Giamaica e dall'asfissiante temperatura romana, riprendo un discorso sull'evoluzione climatica che feci tempo fa con Luca Frudà.

Conoscere il clima del Passato è coda difficile. I dati sulle temperature medie sono disponibili dall'inizio diciannovesimo secolo per l'India, servivano per le previsioni delle pioggie monsoniche, e dalla seconda metà dell'Ottocento in Europa. Per i periodi precedenti le stime sono basate su metodi deduttivi, che vanno dall'analisi dei pollini all'esame delle cronache, dalla Dendrocronologia allo studio del carotaggio del ghiaccio antartico.

Da quello che sappiamo, ai tempi dell'Antica Grecia la temperatura media poteva essere di un grado, un grado e mezzo maggiore della nostra. Questo, per soddisfare la curiosità der Giaguaro, spiega, oltre al diverso metodo di fermentazione e di conservazione, giare d'argilla rispetto a tini e botti di legno, il maggior grado alcolico e densità del vino dell'antica Ellade rispetto al nostro.

Ai tempi di Cesare, che considerava le renne animali tipici della Germania, la temperatura cominciò a diminuire. Le migrazioni delle popolazioini norrena dalla Scandinavia alla Germania, basi delle invasioni barbariche, sono state causate anche dall'avanzamento dei ghiacciai. Piccola parentesi: per dare origine alla stirpe merovingia, secondo le chiacchiere di quell'ignorantone di Brown, la Maddalena non sarebbe dovuta fuggire in Aquitania, ma nell'alta Norvegia, terra di origine dei Franchi.

La temperatura cominciò a riaumentare verso il settimo secolo, per raggiungere il culmine nel 1200. In particolare, la temperatura media era di circa quattro gradi superiore all'attuale. Il clima della groenlandia era simile a quello dell'attuale Danimarca. Grandi pascoli e foreste. IL grano era coltivato nelle sue pianure e nelle brughiere scozzesi. In Islanda si coltivava l'orzo, cosa non più avvenuta fino agli anni trenta del nostro secolo. L'Inghilterra era la maggior produttrice di vino d'Europa; le vigne erano coltivate sino a York. Si tenga conto che dal 1970 si tenta di coltivare l'uva da vino in Cornovaglia. La rotta nord verso il Canada era sgombra dai ghiacci ed il Nord America, strano a dirsi era perfettamente integrato nel sistema economico medievale, fornendo pellicce, legname e avorio di Narvalo alle corti feudali.

Dal 1316 comincia la piccola era glaciale, con temperature di medie dai tre ai quattro gradi inferiori alle attuali. Vengono abbandonati gli stanziamenti groenladesi. Si chiudono gli scambi con il nord America. L'Islanda torna ad essere l'ultima Thule. Seconda parentesi. Nel suo viaggio in Islanda non è detto che Cristoforo Colombo non abbia potuto aver notizia della rotta nord, confermando sia la presenza di terre oltre l'Atlantico, sia la necessità di raggiugerle con una rotta a latitudini più temperate. Le viti vengono estripate dall'Inghilterra. Cominciano le carestie che tormenteranno l'evo moderno. Il Tevere comincia a gelare d'Inverno

La piccola era glaciale termina nel 1850. Da quel momento la temperatura ricomincia a salire. Di conseguenza:

1) Ci aspettano nella peggiore delle ipotesi almeno tre o quattro secoli di caldo

2) La temperatura aumenterà ancora di almeno due o tre gradi.

3) Gli scenari catastrofici previsti dagli ecoidioti saranno lungi da verificarsi. Come i nostri antenati dell'Anno 1000 non sono stati sommersi dalle acque, così ciò non accadrà a noi. Anche perchè, maggior temperatura implica maggior evaporazione ed almeno per l'area mediterranea, un aumento della piovosità. Come nel Medio Evo, i fiumi siciliano potrebbero tornare navigabili e contemporaneamente molta terra recuperata al deserto nel nord Africa.

4) L'effetto Serra o l'aumento dell'attività solare non sono causa di questo cambiamento, legato alla ciclicità delle correnti atlantiche ed alla variazione del NOE. Di conseguenza il protollo di Kioto, dal punto di vista climatico, è un pezzo di carta straccia

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:19 1 commenti

sabato, giugno 25, 2005

Ipse dixit



Così in una città come Roma io posso trovarmici a mio agio anche quando mi annoia e spesso mi annoia da morire, anche quando i suoi venti molli mi riducono come uno straccio come fanno oggi, solo perchè mi ci sono trapiantato tanti anni fa con una o due radici, ripeto non ne occorrono poi tante.

Ma strapparle da me vorrebbe dire alienarmi non solo dalla mia natura e da me stesso, ma anche da Roma e da tutto


De Feo

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:22 0 commenti

Casa delle Armi bis



L'eleganza nell'essenzialità, nella cubicità simile a quelle delle architetture greche e mediterranee. L'ìncombere di pareti marmoree su una sottostante leggera trama di vuoti e di pieni che ridesta la memoria di irrealtà veneziana... la carezza che arrotonda gli spigoli e commuove una zona della facciata posteriore in curve e controcurve, capace di suscitare immagini di una morbida barocca leggiadria.

Così Plinio Marconi descriveva la Casa delle Armi di Moretti. Dopo una lunga battaglia, ciò che era stato snaturato in Aula Bunker, verrà restituito a Roma ed alla cultura, diventando il Museo dello Sport

scritto da Alessio Brugnoli alle 16:49 1 commenti

Fori Imperiali



Ultime dai Fori Imperiali. La prima riguarda il monumento equestre a Traiano. Dal basamento individuato si suppone che le sue dimensioni fossero almeno il doppio di quelle del Marco Aurelio. La statua era poi situata in un'area triporticata con un pavimento a quadri rossi e verdi, su cui vi erano scritte in bronzo, coperte in oro.

Nel Foro della Pace, voluto da Vespasiano per esporre i tesori del Tempio di Gerusalemme, sono state trovate tombe di contadini risalenti al Quinto Secolo. Oltre a testimoniare l'abbandono dell'area, in queste tombe sono state trovate tracce di calce, come per purificarle, evitando un potenziale contagio. Un'evidenza archeologica dell'epidemia di Peste descritta da Procopio.

Infine sono stati trovati i semi dei fiori che ingentilivano i Fori. Le rose a quattro petali, le cosiddette galliche, ormai scomparse, da cui hanno origine le varietà moderne

scritto da Alessio Brugnoli alle 16:48 0 commenti

Cronaca Spicciola

Citando er Giamaica, che dopo la sudata licenza media, oggi festeggia i suoi trent'anni

Se schiatta de callara

Intanto, mentre i soliti ignoti ripuliscono i ricconi pariolini, la magistratura archivia il delitto della Contessa della Torre. Ma i dubbi e le chiacchiere sui depistaggi rimangono

scritto da Alessio Brugnoli alle 16:43 0 commenti

venerdì, giugno 24, 2005

San Giovanni



San Giovanni. Passata nella noia e nell'abitudine del quotidiano. Quand'ero piccolo e capace di sogni, guardavo questa notte le nubi danzare dinanzi alla Luna. Tra le ombre scorgevo le streghe correve verso Benevento.

In mano tenevo spighe di grano ed il "garofoletto", il piccolo fiore benedetto durante la messa mattutina. Per scacciarle. Ed esorcizzare la paura. Il sale era versato sulla soglia di casa. Le scope incrociate davanti la porta della cucina. Un setaccio posto sui fornelli.

Le strade di Centocelle erano illuminate da fiaccole e lampioncini colorati. Lunghi tavoli sorgevano per San Felice. Si servivano lumache. Il loro sugo condiva gli strozzapreti. Erano cotte al sugo, aromatizzate con mentuccia. Oppure alla brace, con in pinzimonio a far loro da compagno.

Ed il vino dei Castelli affogava i bocconi

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:30 0 commenti

giovedì, giugno 23, 2005

Ultime da Veltronolandia



Tratta dall'Ansa, l'ultima geniale idea del sindaco

I cavalli delle 'botticelle' le tipiche carrozze che portano turisti e romani a spasso per la capitale dovranno indossare sempre delle sorta di 'mutande' per garantire il decoro della citta'. E' quanto prevede l'accordo raggiunto stamani tra Campidoglio e associazione sindacale dei vetturini romani.Per il sindaco Veltroni e l'assessore alla mobilita' Calamante l'accordo 'segna un momento significativo per la tutela di una tradizione importante e di una presenza cara a romani e turisti, quella delle 'botticelle''. 'La nuova regolamentazione - hanno spiegato Veltroni e Calamante - fissa i criteri dell'assegnazione dei posti e dello stazionamento delle vetture negli otto luoghi tradizionali delle 'botticelle' e comporta l'impegno dei conducenti a dotare i cavalli di speciali indumenti che salvaguardino igiene e pulizia tanto nei luoghi di sosta quanto sulle vie percorse dai mezzi, una questione la cui soluzione era attesa dalla citta' da molti anni. E' un contributo essenziale, quest'ultimo, alla piu' generale campagna dell'amministrazione per il decoro cittadino

E se sghignazzate, vi comprendo

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:51 1 commenti

Mostra Boldini alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna




Allo Gnam Boldini. Futile. Dalla pennellata rapida e sciolte, le cui forme improvvise si sciolgono nell'aria. Il sorriso malinconico di una festa terminata troppo presto. Un'improvvisazione inquieta, sfocata. L'ondeggiare senza meta della modernità.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:41 1 commenti

Palazzo della Cancelleria


Palazzo della Cancelleria. Il più bel cortile di Roma. Un capolavoro, dovuto al genio del Bramante, frutto del gioco d'azzardo. La costruzione iniziata dal Cardinale Ludovico Scalambro, fu continuata dal cardinale Raffaele Riario, finanziandola con 60.000 scudi, circa un milione e mezzo di attuali euro, vinti a Bazzica al cardinale Francesco Cybo, de iure nipote di papa Innocenzo VIII, de facto suo figlio.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:39 2 commenti

Mostra Leon Battista Alberti


Roma. Al Campidoglio una mostra su Leon Battista Alberti, che giunse a Roma nel 1432, come abbreviatore apostolico della curia di Eugenio IV.

L'occasione per liberarsi dalla camicia di forza di Vasari e di riflettere sulla Roma del Quattrocento, cannibalizzata da quella cinquecentesca, barocca e rococò

A Firenze fu inventato l'Umanesimo. A Roma il Rinascimento. Alla ricerca del Vero si sostituì quella del Bello. L'Antico da strumento divenne scopo della conoscenza. E l'Arte, da bisturi per sezionare l'Io, costruttrice di sogni e di metafore

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:36 3 commenti

martedì, giugno 21, 2005

Meridiana d'Augusto

Via di Campo Marzio 48. Sette metri nel sottosuolo. Dieci centimetri d'acqua limpida. Poi grandi lastre di travertino. Il loro biancore è violato dal bronzo.

Meridiani. Paralleli. Segni zodiacali dell'Ariete, del Toro, del Leone e della Vergine. Rare tracce dell'antico orologio solare di Augusto. esteso tra quelle che adesso si chiamano via della Lupa e piazza San Lorenzo in Lucina.

Realizzato nel 10 a.C. il suo gnomone era l'obelisco di Montecitorio, la cui ombra indicava giorno, mese ed ora. Il 23 settembre, compleanno dell'imperatore, questa copriva l'Ara Pacis.

Questa meraviglia, rovinata da terremoti e dalla melma delle inondazioni del Tevere durò funzionò appena per mezzo secolo.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:41 0 commenti

lunedì, giugno 20, 2005

Donatello alla Minerva

A Palazzo Venezia, la scorsa settimana, è stato presentato un inedito donatelliano. Un rilievo marmoreo, identificato per la prima volta da Zeri, proveniente dalla collezione privata dell'antica tenuta Saccoccia della Mentana e raffigurante la Madonna fra tredici cherubini in atto di porgere due corone.

Un probabile frammento della lunetta della Triplice Incoronazione di Santa Caterina, realizzato da Donatello per la chiesa di Santa Maria sopra Minerva, che completava l'altare sepolcrale della santa senese, eretto intorno al 1430 e smebrato tra il 1573 ed il 1579.

Nella chiesa, uno dei rari esempi di gotico a Roma, è rimasta soltanto la figura giacente della Santa, posta sopra un sarcofago agggiunto nel 1461 dal Cardinal Capranica.

L'importanza di tale rilievo è duplice. Getta luce un periodo poco conosciuto della vita e dello sviluppo artistico del Fiorentino. Permette di intuire la fucina culturale della Roma del primo Quattrocento, che trasformò il Rinascimento da arte d'avanguardia ad arte di corte, facendogli recipire istanze ideologiche ed estetiche del Gotico Internazionale

Questo nell'ipotesi della datazione del 1430. Se invece fosse valida l'ipotesi di Francesco Negri Arnoldi, ossia una datazione posteriore al 1461, potrebbe fornirci indicazioni sulla politica culturale di Pio II Piccolomini, che fu tramite tra la cultura romana e senese

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:41 0 commenti

domenica, giugno 19, 2005

Marforio

Pasquino è il caporione delle satue parlanti romane. Tra quelle che gli fanno compagnia, in questo convegno di arguti, Marforio, una gigantesca statua marmorea del primo secolo, probabilmente rappresentante l'Oceano.

Ritrovata nei pressi della chiesa dei santi Luca e Martina al Foro Romana, fu utilizzata come decorazione di una fontana del Palazzo dei Conservatori, disegnata da Giacomo della Porta, poi spostata al Palazzo Nuovo.

Per limitare il numero delle satire e degli epigrammi che i romani vi appendevano la notte, fu nominato un suo costode, il nobile Prospero Jacobacci.

Originale il suo compenso. Quattrocento libbre di cera bianca, dodici di pepe, una scatola di pignolato, otto libbre di nocchiate, sedici di confetti in quattro scatole dipinte, quattro fiaschi di vino, trenta paia di guanti e un rubbio e quattro scorzi di sale.

Per i non capitolini: il pignolato e le nocchiate sono dolci di frutta secca, mentre il rubbio e le scorzo sono antiche unità di peso, probabilmente ancora usate soltanto a Centocelle, a casa der Giaguaro.

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:08 0 commenti

martedì, giugno 14, 2005

Lupa Capitolina

La lupa capitolina. Simbolo di una città. Un bronzo etrusco risalente al IV o V secolo a.C. Nell'antichità era conservata presso il tempio di Giove Massimo, quando all'improvviso fu colpita da un fulmine, che ne distrusse i gemelli.

I romani, superstiziosi, consideravano le statue colpite dai fulmini tabù. Consacrate agli dei, non potevano esser più viste dai mortali.Cosicché la Lupa fu probabilmente nascosta in una fossa sacrale nei pressi dell'Antiquarium.

Se ne persero le tracce per secoli. Riapparve misteriosamente nell'anno Mille, all'esterno della torre degli Annibaldi, nei pressi del Laterano. su una base di pietra sostenuta da grappe infisse nel muro. Qui presiedeva alle esecuzioni dei condannati, come testimonia un disegno del 1438, che mostra, accanto alla statua, le mani mozze e inchiodate alla torre dei ladri colpevoli di aver trafugato oggetti preziosi nella vicina basilica.

Fu donata ai Conservatori da papa Sisto IV nel 1471, insieme a 10 fiorini d'oro per il suo trasferimento e per il rifacimento dei gemelli, probabilmente opera di Antonio Pollaiolo. Nel 1586, terminarono le sue peregrinazioni; fu posizionata su un piedistallo al centro della stanza della Lupa, nei Musei Capitolini

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:59 0 commenti

La Casa delle Armi

A Roma, il 15 giugno, presso l'Archivio Centrale dello Stato, si aprirà una mostra sulla Casa delle Armi, il capolavoro architettonico di Moretti e del Razionalismo Italiano.

Un'isola sospesa da cui osservare Roma ed il Mondo, sintesi di Arti e Natura. Luce che diviene forma. E linea assoluto

Architettura violentata e tradita da tramezzi, sbarre e transenne, quando l'edificio fu trasformato in aula bunker. E chissà se mai verrà restituito alla Cultura

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:58 0 commenti

lunedì, giugno 13, 2005

Sant'Antonio

Sant'Antonio da Padova. O da Lisbona, per esser precisi. Santo che nella Roma papaline veniva festeggiato con il Trionfo delle Fragole da parte delle forosette, le raccoglitrici di tale frutto.

A Campo de' Fiori veniva eretto un enorme canestro di più di due metri di diametro. Nel suo centro era posta una statuina di stucco rappresentante Sant'Antonio, circondata e quasi sommersa da un'infinità di cestini pieni di fragole.

Il cesto veniva portato in processione per i vicoli e le vie del Centro, accompagnato da stornelli

Salutamo cor fischietto
Sant'Antonio benedetto.
Trullallerò, trullalà
tutti quanti a sfravolà
.

Al temine del giro, le fragole venivano distribuiti agli orfani di Roma

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:35 0 commenti

Segnalazioni

Puntuale come le zanzare,il programma dell'Estate Romana. Comunque per farsi perdonare il comune pare voglia sperimentare il Wi-Fi nei principali parchi dell'Urbe

scritto da Alessio Brugnoli alle 10:25 0 commenti

mercoledì, giugno 08, 2005

Sempre sulla Monnezza

In attesa della nuova Ikea, da oggi a Roma entra in vigore il nuovo regolamento comunale sulla "monnezza"

Sarà resa obbligatoria la raccolta differenziata. Multe da 50 a 300 euri per i trasgressori. L'unica deroga nel caso che il cassonetto sia ad oltre 500 metri di distanza. Multe salate, dai 25 ai 619 euro, per chi abbandona i rifiuti per strada.

Infine, con sommo scorno der Giamaica, è vietato spostare i cassonetti per parcheggiare l'auto, con multe da 50 a 300 euro.

Ai pizzardoni, è dato l'incarico di far rispettare i divieti. E quindi tutte rimarranno vuote parole

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:07 1 commenti

Mostra Guiman

A Villa Medici, la prima retrospettiva in Italia dedicata a Guinan. La solitudine dell'America. Nella desolazione quotidiana lentamente si riflette una tragica classicità.

Il frastuono ed il silenzio si perdono in un unico canto

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:06 0 commenti

Maiali Romani

Il condimento principale della tradizionale cucina romana era lo strutto, il grasso di maiale fatto struggere al fuoco per separarlo dai carnicci e generalmente conservato in vesciche.

Di conseguenza,l'allevamento suino era diffusissimo in città. I maiali pascolavano allo stato brado per tutte le vie e piazze del Centro Storico. Insozzavano cortili dei palazzi nobiliari e le navate delle basiliche.

Intralciavano il traffico dei carri e costituivano un pericolo per uomini e cose, emuli delle piaghe d'Egitto. I pontefici avevano emesso inutilmente grida e bandi, per porre fine a questa incresciosa situazione. Finchè risolse tutto Sisto V, con una delle sue trovate geniali.

Emise un decreto che semplicemente concedeva a chiunque avesse trovato un suino per strada la facoltà di portarselo a casa, alla faccia del proprietario.

E così in meno di una settimana, Roma fu liberata dai maiali

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:05 0 commenti

martedì, giugno 07, 2005

Intervento der Giamaica

Mi scuso con tutti, perchè spesso e volentieri con l'italiano ci litigo. Vado subito al dunque. Chi ha visto i telegiornali i giorni scorsi, ha sentito di quello che è successo a Centocelle. Dell'incidente dei ragazzi a cui hanno spruzzato addosso l'acido.

Un incidente. Una ragazzata tragica. Chi di noi non ha mai fatto un gavettone ? Rimane però il fatto del disgraziato che ha lasciato un boccione d'acido muriatico accanto ad un fontanella. Io faccio il meccanico. Quando lavoro con le batterie e me ne cade qualche goccia sulle mani, sono dolori.

E se fosse stato soltanto questo, il fatto sarebbe stato subito dimenticato. Ma i colpevoli sono stati zingarelli. Aprite cielo.

Da una parte quelli che dicono che paragonano il quartiere al Bronx. Io sono onesto. Vicino a casa nostra c'è il campo nomadi di Villa dei Gordiani. Si è liberi di criticare la Regione ed il Comune per aver fatto le casette di legno ai Nomadi, però egoisticamente l'igiene ed il decoro della zona ne ha guadagnato. E sicuramente tutti ci abbiamo guadagnato in qualità di vita.

Poi c'è il Casilino 900. Una bolgia infernale, di cui tutti preferiscono dimenticare, tranne ad una settimana dalle elezioni. E a me pare, che nonostante il fatto che siano trattati da schifo, i suoi abitanti non hanno mai dato problemi a nesssuno.

Dall'altra c'è Puro, presidente della circoscrizione, che dice che le comunità dei romani e dei nomadi sono perfettamente integrate. Cioè ? Lui che intende per integrazione. Il fatto che gli zingari della zona non danno problemi di ordine pubblico ?

Un po' poco per parlare di integrazione. In realtà, le due comunità si ignorano, invisibili l'una con l'altra. A scuola mi parlavano di rette parallele, che non si incontravano mai. La situazione è queste, nulla più, nulla meno.

E se per caso collidono, alla fine ce sempre quello che soffia sul fuoco.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:37 0 commenti

I fedeli di Vitorchiano

I fedeli di Vitorchiano. I valletti in costume giallo rosso con un largo berretto alla spagnola, che assistono alle diverse cerimonie capitoline.

Il loro servizio onorifico cominciò nel 1262, quando il senato romano contrasse un debito di 2.400 scudi con Giovanni degli Annibaldi, dandogli in pegno Vitorchiano, nei pressi di Viterbo.

I suoi abitanti non tollerarono tale situazione e con una colletta pagarono il prezzo del loro riscatto. Il Senato Capitolino, commosso da tale gesto, ornorò Vitorchiano con il titolo di Fedele e stabilì l'assunzione in perpetuo al suo servizio di dieci vitorchianesi, uno con il titolo di Maestro di Casa e dieci con quello di Valletti

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:10 0 commenti

lunedì, giugno 06, 2005

Marco Aurelio

La celebre statua del Marco Aurelio, che era posta in piazza del Laterano, dove, in particolari occasioni, veniva utilizzata come fontana per distribuire vino alla folla, fu trasferita nel 1538 in Campidoglio su suggerimento di Michelangelo.

Per l'occasione vi istituita la carica onorifica del "Custode del Cavallo", dignità molto ambita dai nobili romani e attribuita da decisione pontificia.

L'onorario del prescelto era alquanto particolare. Dieci libbre di cera, tre di pepe, sei paia di guanti, dieci scatole di confetti e due fiaschi di vino Malvasia

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:44 0 commenti

Roma vs Alessandro Magno

Si potrebbe rilevare che sin dall'inizio di quest'opera non ho cercato di evitare niente con tanta attenzione quanto il discostarmi da una trattazione ordinata degli eventi, e il cercare motivi di piacevole svago per i lettori e un po' di riposo per la mia mente infarcendo questa ricerca storica con amene digressioni. Ciò non ostante, l'aver menzionato un re e un generale tanto grande, mi riporta a considerazioni che tante volte ho fatto tra me e me, e non mi spiace ora valutare quale sarebbe stata la sorte della potenza romana se si fosse scontrata con Alessandro.

Tito Livio

Così Livio si dedica alla sua Ucronia. E tra un passaggio retorico e l'altro, individua probabilmente i motivi della superiorità strategica dei romani rispetto al grande macedone.

Superiorità strategica. Le guerre con i regni ellenistici, hanno mostrato la superiorità tattica della legione rispetto alla falange, ma questo significa ben poco.

Filippo, padre di Alessandro, aveva forgiato la falange macedone come scudo, ossia come fanteria capace di resistere alle cariche degli opliti. La spada, ossia la capacità di scompaginare le file greche, era costituita dalla cavalleria pesante dei nobili macedoni.

Integrato con la fanteria pesante degli opliti, questo esercitò conquistò la Persia. I regni ellenistici, privi sia degli opliti, sia della cavalleria, provarono a trasformare lo scudo in spada, con tutto le sue debolezze.

Quindi, tatticamente, come dimostrato anche da Pirro, i due eserciti si equivalevano. In questo caso il talento e l'esperienza del generale avrebbero fatto la differenza. Però, come evidenziato da Annibale e dal re dell'Epiro, vincere infinite battaglie non significa vincere la guerra.

I romani avevano dalla loro una maggior capacità di mobilitare uomini e risorse. E uno straordinario talento per impostare guerre di logoramento. Alla fine probabilmente Alessandro avrebbe visto il suo esercito dissolversi...

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:43 0 commenti

Manifestazione Forza Nuova

Vuoi il mio parere sulla questione della manifestazione di Forza Nuova a Piazza San Felice. In primis, me chiedo che c'ha da manifestare Forza Nuova.

Tra l'altro Piazza San Felice è il posto dove ci furono gli scontri più sanguinosi tra partigiani e tedeschi, quando Centocelle si proclamò repubblica partigiana. Io stesso c'ho perso due cugini e parecchi amici quei giorni. E permetti che me girano un po' le palle quando li vedo gridà slogan nazisti dove loro so' morti.

Però, te devo di 'na cosa. Quei giorni abbiamo lottato affinchè tutti, compreso quelli lì, potessero esse liberi de esprime e di pensà qualsiasi boiata je passi pe' la capoccia. La sceneggiata anti democratica de quelli del centro sociale de Forte Prenestino, con il loro ricatto de mette a ferro e fuoco Via dei Castani, non li rende meglio de Farinacci e de li squadristi sua.

Ciò non toglie, che se quarcheduno de Forza Nuova me capita a portata de mano, casualmente er bastone mio potrebbe con poca delicatezza posasse sulla testa sua vota e pelata


Beppe, nonno der Giamaica

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:42 1 commenti

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