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martedì, maggio 31, 2005

Piazza del Popolo

Piazza del Popolo

Molte generazioni
hanno creduto che
Piazza del Popolo
fosse sinonimo di folla,
mentre il nome deriva
da populus: pioppo.
Lì dove era piantato
l'incerto toponimo si erge
l'obelisco granitico
del Faraone Ramses II,
l'architetto Valadier
come un cuoco estroso
l'ha guarnito ai lati
con quattro caschette
sormontate di leoni
che invece di ruggire
spruzzano rinfrescanti
ventagli d'acqua
che freddano rapidamente
secondo lo stile
Neoclassico


Zeichen

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:47 1 commenti

Campidoglio

Piazza del Campidoglio. Al tempo del Papa Re, il luogo della festa. Quando Leone X fece prendere la cittadinanza a suo fratello Giuliano, lì ebbe luogo un banchetto spettacolare. L'architetto Pietro Rosselli ebbe l'incarico di costruire un gran teatro, la cui platea poteva contenere tremila persone.

Sette ordini di gradinate. Sei colonne decoravano l'ingresso. Alle pareti, quadri e bassorilievi rappresentavano le Vite dei Cesari. Tessuti bianchi, turchini ed oro decoravano il palco, illuminato da duecento torce.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:46 0 commenti

Giuseppe Lima

Onore ai soldati che sono oggi sono morti in Iraq. In particolare a Giuseppe Lima, romano

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:44 0 commenti

lunedì, maggio 30, 2005

Cimitero Acattolico

Accanto alla Piramide Cestia, nascosto dalle Mura Aureliane, il cimitero acattolico. Per lo Stato Pontificio, coloro che non erano cattolici non potevano esser seppelliti in chiesa o in terra consacrata. Inoltre le esequie dovevano avvenire di notte.

Tale discriminazione era giustificata affermando che in tal modo non veniva suscitata il fanatismo religioso del popolino, garantendo così l'incolumità di coloro che partecipavano al rito funebre. In effetti sino al 1824 le cronache romane narrano di profanazioni delle tombe protestanti

Nel 1817 i rappresentanti diplomatici di Prussia, Hannover e Russia si rivolsero al cardinale Consalvi, allora segretario di Stato pontificio, per ottenere il permesso di proteggere e delimitare con una cancellata l'area dove venivano normalmente sepolti i non cattolici, fondando un cimitero.

Il cardinale si dimostrò disposto a cedere l'area, che venne recintata a spese delle Autorità Pontifice.Nel 1824,Leone XII autorizzò lo scavo di un fossato che arginasse, o almeno ostacolasse, le frequenti profanazioni. Solo nel 1870 il fossato, ormai interrato, fu sostituito da un muro.

A lungo si è ritenuto che la prima sepoltura nell'area fosse quella di George Werpup di Hannover, morto nel 1765, a soli 25 anni, in un incidente. Ma nel 1928, scavi archeologici, finalizzati alla pulizia della base della Piramide Cestia,hanno restituito le spoglie ed una lastra di piombo di quella che sembra la più antica sepoltura del luogo, datata 1738 e appartenente ad un inglese di nome Langton, studente di Oxford.

Tra coloro che vi riposano:

Brjullov, il pittore russo autore degli Ultimi Giorni di Pompei

August von Goethe, sulla cui lapide è scritto Goethe filius patri antevertens.

Gadda, il gran lombardo

Coleman, famoso pittore della Campagna Romana

Gli immensi Shelley e Keats, here lies one whose name was writ in water

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:00 0 commenti

Villa di Plinio

Ostia. Pineta di Castelfusano. Tra la vegetazione lussureggiante, antichi ruderi. La Villa di Plinio il Giovane. Ma ciò che il tempo ha risparmiato, non sfugge all'incuria ed all'abbandono.

Nessun tentativo di valorizzazione. E una rete divelta in più punti e due cancelli arruginiti non proteggono la Storia dai vandali.

Il mosaico del Nettuno, quasi distrutto. Le sue tessere strappate. Sparse tra le ortiche. O rubate. A poco a poco i muri del quadriportico crollano. Le pietre dell?opus reticulatum strappate e gettate in terra come sassi qualunque.

E a nessuno pare importi nulla.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:59 0 commenti

domenica, maggio 29, 2005

Siamo tutti latinisti

Testaccio, cimitero protestante. Tra le tante tombe, quella di Gramsci. La sua epigrafe. Cinera Gramsci. Peccato che in latino ceneri si dica cineres.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:26 0 commenti

sabato, maggio 28, 2005

Parco Mancini

Torre Spaccata. Su viale dei Romanisti, palazzi anonimi. Una macchia di verde. Parco Mancini. Il sogno di Francesco, per ricordare il figlio.

E una scuola di ceramica, per bambini down. Accanto due opere in bronzo delle scultore Giorgio Fiordelli.

Una fontana a tre vasche, su cui si eleva una statua di Pinocchio. Ed accanto, un'altra, che mi commuove ogni volta.

Una figura umana di trucioli e nastri, su cui poggiano tre colombe. Un messaggio di solidarietà ed ammirazioni per la volontà ed il coraggio di quei bambini.

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:13 0 commenti

giovedì, maggio 26, 2005

Corpus Domini

Stasera si rinnova a Roma la devozione al Corpus Domini, solennità che Giovanni Paolo II ha onorato rimettendo in auge l'antica la Processione Eucaristica per le vie della città, vietata dai Savoia dopo l'unità d'Italia.

Alle ore 19, sul sagrato della Basilica di S. Giovanni in Laterano Papa Ratzinger celebrera' la Messa e guidera' la processione che, percorrendo tutta Via Merulana, giungerà sino a Santa Maria Maggiore, dove iverrà impartita la Benedizione Eucaristica finale.

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:09 1 commenti

martedì, maggio 24, 2005

Er Culiseo

Quest'era pe la ggiostra e li fochetti
come se fa oggiggiorno da Corea.
C?ereno attorno ccqui ttutti parchetti,
lassú er loggiato, e immezzo la pratea.

Eppoi fàtte inzeggnà da Mastr'Andrea
er butteghin de chiave e dde bbijjetti,
er caffè pe ggelati e llimonea,
e scale, e rrimessini, e ttrabbocchetti.

Oh, la viacrusce l'hanno messa doppo,
perché li Santi martiri ccqui spesso
c'ebbero da ingozzà ccerto ssciroppo.

Co un po' de sassi e un po' de carcia e ggesso,
lassa che jje se dii quarche arittoppo
e un'imbiancata, e ppô sserví anc'adesso.

E nnò ssortanto co mmajjoni e ttori
ccqui se ggiostrava, e sse sparava botti,
ma cc'ereno cert'antri galeotti
indifferenti dalli ggiostratori.

Se chiamava sta ggente Gradiatori
e ll'arte loro era de fà a ccazzotti.
Ste panzenére co li gruggni rotti
daveno assai da ride a li Siggnori.

Un de sti bbirbi, e mme l'ha ddetto un prete,
cuscinò cor un puggno un lionfante,
eppoi se lo maggnò, ssi cce credete!

Je danno nome o Melone o Rugante:
ma, o ll'uno o ll'antro, mai tornassi a mmete
nu lo vorrebbe un cazzo appiggionante


Belli

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:12 0 commenti

lunedì, maggio 23, 2005

La Bbocca-de-la-Verità

In d'una cchiesa sopra a 'na piazzetta
un po' ppiú ssù dde Piazza Montanara
pe la strada che pporta a la Salara,
c'è in nell'entrà una cosa bbenedetta.

Pe ttutta Roma cuant'è llarga e stretta
nun poterai trovà ccosa ppiú rrara.
È una faccia de pietra che tt'impara
chi ha ddetta la bbuscía, chi nnu l'ha ddetta.

S'io mo a sta faccia, c'ha la bbocca uperta,
je sce metto una mano, e nu la strigne,
la verità dda mé ttiella pe ccerta.

Ma ssi fficca la mano uno in buscía,
èssi sicuro che a ttirà nné a spigne
cuella mano che llí nnun viè ppiú vvia.


Belli

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:07 0 commenti

Acquedotti

Acquedotti. Una sterminata fila di salici piangenti che si dilungano sulle tombe di un impero

Ruskin

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:03 0 commenti

Libreria dell'Olimpico

Segnalato da Rita


Alcune amiche, che gestiscono con passione la libreria all'Olimpico, mi
comunicano che la libreria chiude il 31 maggio dopo oltre 10 anni di
attività perché i proprietari della società hanno deciso di
intraprendere altra attività: oggetti d'arte di ceramica "di alto
livello".

Sparisce una piccola libreria che cercava di competere sul terreno
della qualità. Chi non ama i supermercati del libro con commessi sempre
più ignoranti, scaffali sempre più prevedibili e gorilla all'entrata
(ma che ci faranno lì vestiti di nero e con l'auricolare? mah) può
partecipare a una sorta di festa d'addio:

LUNEDI' 30 MAGGIO ALLE ORE 18.00
Libreria all'Olimpico
Letture di brani scelti da autori, insegnanti, attori e persone del
mondo dello spettacolo

scritto da Alessio Brugnoli alle 16:17 0 commenti

Fiaccolata Cantoni

Con ritardo e tra il disinteresse di molti media, a riprova che per alcuni vi sono vittime di serie A e di serie B e che la solidarietà nei loro confronti dipende soltanto dal numero di voti che permette di raccattare, questa sera alle 19 in Campidoglio una fiaccolata per Clementina Cantoni.

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:53 0 commenti

mercoledì, maggio 18, 2005

Via del Biscione

Via del Biscione. Nell'Ottocento, al numero 57, vi era l'antica farmacia Marcucci. Ciò che la rendeva particolare, era nel retro bottega, la presenza di due mummie egizie, lasciate in dono da Pietro Della Valle, straordiario viaggiatore barocco.

Fuori della farmacia, i banchi di una categoria particolare di scrivani pubblici, specializzata nelle lettere d'amore.

La tariffa variava da sei a dieci baiocchi, a seconda della categoria: ordinaria,ardente, ardentissima.

Un supplemento veniva applicato nel caso di aggiunta di versi e di arabeschi

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:22 0 commenti

Dorazio

Dorazio. Pittura di ritmo e di luce. Amore ed ossessione per la Linea, paziente e nervosa tessitura dello Spazio, caso che diviene geometria.

Filo delle Parche, che tessono il destino degli Uomini

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:21 0 commenti

Feltrinelli

Passare in libreria. Incuriosito da un commento di Roberto, cercare un libro di Coccioli. E guardare la faccia di un commesso, che presuntuoso, afferma di non vendere illustri sconosciuti.

Poi tra gli scaffali, scorgere un libro sui partigiani di Bandiera Rossa. Dare uno sguardo alle pagine. La gioia di scoprire che la verità nelle storie che ascoltato. E scoprire la memoria sconfiggere l'oblio e i dannati risorgere dalle ombre.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:18 0 commenti

martedì, maggio 17, 2005

Addio Pietro

E morto Pietro Dorazio, maestro dell'Astrattismo Italiano

Nato a Roma il 29 giugno 1927, dopo gli studi in architettura Piero esordì nell?immediato dopoguerra con opere di ispirazione neofuturista e neocubista. Nel 1947 fu tra i firmatari del manifesto dell?arte astratta italiana, dal titolo ?Forma uno?, attivo a Roma e composto, tra gli altri, da Carla Accardi, Piero Consagra, Ugo Attardi e Giampiero Turcato.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:50 2 commenti

Economia all'Innocenzo X

Innocenzo X, eletto papa, trovò le casse pontificie in una condizione disastrata, a causa della finanza allegra di Urbano VIII.

Per rimettere in sesto le finanze, con la consulenza della cognata, la terribile donna Ottavia, che ha talmente terrorizzato i romani da venir utilizzata come spauracchio per bambini (sta bbono, sinnò la Pimpaccia te porta via), applicò il principio dell'economia fino all'osso.

Furono sospesi i lavori pubblici. Alzate le gabelle. Per la prima volta nella loro storia, i romani costretti a pagare le imposte dirette. Le spese dell'ordinaria manutenzione furono addossate interamente ai 'dipendenti capitolini' di allora (addetti alla camera senatoria, alle cancellerie...), facendo man bassa degli stipendi.

Aboliti gli uffici dei giudici, licenziati molti funzionari e i suonatori di tromba, nonché i 'campanari' della Patarina, la campana delle torre civica. Stessa fine per il Maresciallo del Popolo e il 'custode' della statua equestre di Marco Aurelio.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:45 0 commenti

Quadrupedi a Roma

Roma a poco a poco sta diventando il paradiso degli animali selvatici. Se è nota l'invasione di volati, dai falchi ad esotiche specie di pappagalli, meno conosciuta è la presenza di quadrupedi, che rendono ad esempio il parco della Caffarella più popolato di alcuni boschi dell'Appennino.

Vi scorrazzano le volpi, intraviste persino nella zona tra Colosseo e Piazza Venezia. Gli istrici vi deminano aculei. Faine e donnole si dedicano alla caccia di ratti. I tassi sono ormai frequentatori abituali.

E leggende narrano di avvistamenti di daini e di cinghiali

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:41 0 commenti

Giorgiana Masi

Ventilata l'ipotesi di dedicare una strada a Giorgiana Masi, si rinfocolano antiche polemiche

L'autorità giudiziaria e i servizi investigativi non giunsero mai ad alcuna conclusione certa. Essi mi confidarono però un terribile dubbio, confermatomi, anche in tempi recenti, poi dal Prefetto Masone e che per primo fu formulato a me, ministro dell'Interno, da uno dei magistrati che conducevano l'inchiesta: che Giorgiana Masi fosse stata uccisa da fuoco amico, e cioè da colpi vaganti sparati da dimostranti, forse suoi compagni ed amici con i quali si trovava, contro le forze dell'ordine. Ho taciuto fino ad ora, salvo che con un amico deputato di sinistra radicale, per motivi di carità

Francesco Cossiga

Quel giorno ero lì, a Roma, perché lavoravo per Paese Sera che mi mandò a seguire la manifestazione. Vagavano molte pallottole ed è noto che le pallottole non scelgono le proprie vittime. Ma la situazione era molto incandescente, tutti avrebbero dovuto fare un passo indietro e invece ne fecero due avanti. Roma in quelle giornate era un inferno, un inferno

Giampiero Mughini

Ma si saprà mai la verità ?

scritto da Alessio Brugnoli alle 17:58 2 commenti

lunedì, maggio 16, 2005

Cronache di Veltronolandia

Ultime da Veltronolandia. L'amato sindaco di codesta città ha finalmente deciso di imporre ai cittadini la raccolta differenziata dei rifiuti, prevedendo una serie di sanzioni per i trasgressori che vanno da 50 a 300 euro per chi non differenzia i materiali di scarto.

Ottima cosa, non c'è che dire. Ma dato che gli anni al governo dell'Urbe hanno insegnato all'ex direttore dell'Unità ad essere scettico sul senso civico dei romani, per evitare che tale regolamento si trasformi nell'ennesima grida veltroniana, pardon manzoniana, è stata deciso di metter su una squadra speciale e celere di vigili urbani, deputata a raid di controllo dei cassonetti.

Naturalmente, tra la protesta dei sindacati (" Noi a mette' mano alla monnezza altrui e che Valtere è cascato dar seggiolone") e l'impossibilità oggettiva di far ciò in una città in cui la carenza d'organico dei vigili impedisce un qualsiasi controllo del traffico urbano, tutto finirà come solito in Veltronolandia. A tarallucci e vino. O meglio a foto e proclami.

I Vigili urbani faranno giustamente finta di controllare qualche cassonetto, in modo che il sindaco vi si possa far fotografare accanto, rilasciando la sua intervistina a qualche settimanale radical-chic, ricco di inglesimi e di erre mosce.

Insomma, succederà come la kamoto, i mezzi speciali incaricati di raccogliere le deiezioni canine. Tanto rumore per nulla

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:59 0 commenti

Piazza Montanara

E' difficile immaginare quella Roma, vitale, affastellata di case medioevali, pullulante di gente, botteghe, mercati e osterie, che si estendeva dove adesso vi sono quei deserti d'asfalto che ci ostiniamo a chiamare ora via del Teatro Marcello e via Luigi Petroselli.

Gli acquarelli di Roesler Franz non danno che un pallido eco di quel mondo, che orbitava intorno a piazza Montanara. A destra il mercato delle fave secche e fresche. Al centro il patibolo dei nobili, mentre i plebei avevano il singolare privilegio d'esser giustiziate al Campidoglio, sotto la statua di Marco Aurelio.

A sinistra un pubblico abbevaratoio di cavalli. Accanto barbieri, che messa una mela in bocca, radevano i clienti. Qualcuno faceva salassi, poichè i romani, mal fidati nei confronti dei medici, ritenevano che il cavar sangue fosse rimedio universale contro ogni male.

E i pubblici scrivani, che improvvisano racconti e lettere d'amore per gli analfabeti. Pagati in funzione del numero di frasi e della loro enfasi, per ottenere la licenza pontificia dovevano superare esami di italiano, latino, francese, dottrina cattolica e calligrafia.

Numerose le osterie: tra le più note, la locanda detta "der Bujaccaro", che distribuiva per un baiocco minestrone fumante alle opere, i contadini che dalla campagna venivano a lavorare gli orti e le vigne dell'Urbe

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:58 0 commenti

Dalla Provincia

In attesa del post di Seia, una segnalazione dalla Provincia Dopo sette anni di studi e di tentativi di allestimento, la curia vescovile di Palestrina apre finalmente il Museo Diocesiano Prenestino d'Arte Sacra, in via Roma 23.

Una ricchissima raccolta di reperti romani, provenienti dal Tempio della Fortuna, di epigrafi paleocristiane, dalla cattedrale di Sant'Agapito, argenti, dipinti e splendide sculture lignee rinascimentali.

E, quasi sconosciuto, lo straordinario Eolo di Michelangelo

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:56 0 commenti

Sempre sul quartiere a luci rosse...

L'illuminante post di Giudamaccablog sulla proposta del prefetto Serra.

Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha detto che lui al prefetto Serra gli vuole tanto bene, ma che quest'idea di un quartiere a luci rosse nella capitale è un po' una frescaccia, o meglio "è una risposta sbagliata ad un problema reale".
Immagino che l'ammisitrazione capitolina abbia già in mente la risposta giusta al problema reale.
Si chiamerà "La festa del pelo"


Data il perbenismo tartufesco di Veltronolandia, in cui trionfa la neo lingua di Orwell, alla fine anch'io sono convinto che finirà così

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:25 0 commenti

Derby 2

Ma una class action da parte della Curva Sud e Nord nei confronti della Roma e della Lazio, per il vergognoso spettacolo di ieri, sarebbe un'idea così sbagliata ?

Aridatece li sordi !!!!!!

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:23 0 commenti

sabato, maggio 14, 2005

Ipse Dixit

Ogni generazione è l'ultima di qualcosa. Mi padre è stato l'ultimo a fasse il bagno ar Tevere, mi nonno l'ultimo a dormì co' la porta de casa aperta, mi bisnonno l'ultimo a fa' un contratto co' 'na stretta de mano... Io vogli essè l'ultimo a intgne la mano dentro Fontana de Trevi senza un vetro che la protegga dai vandali, l'ultimo a fischiettà pe' strada senza pagà la Siae, l'ultimo a sposasse senza consulente finanziario, l'ultimo a dire ti amo e non tvb...

Laganà

scritto da Alessio Brugnoli alle 18:18 0 commenti

Derby

Domani derby. Partita tra scapoli ed ammogliati, come hanno sentenziato oggi al bar e dal barbiere. L'unica cosa nobile è che lo arbitra Collina.

L'ultima volta, trascurando la Coppa Italia, fu sette anni fa. La Lazio era allenata da Eriksson. La Roma da Zeman. Finì 3 a 1 per i biancocelesti. Grazie anche ad una coppia centrale difensiva giallorossa, che popola i peggiori incubi dei tifosi.

Gomez e Servidei. Il secondo, insieme con Helgera, un grande incompreso dal boemo. Nonostante il parere dell'intera Curva Sud, non era una fenomenale schiappa, paragonabile ad Andrade. Semplicemente, era abituato ed adatto a giocare con una difesa a tre, non certo alle alchimie tattiche del di Zdneck.

Gomez, invece, era la cosa più lontana possibile da giocatore di calcio che abbia mai calcato il terreno dell'Olimpico. Al Tenerife, squadra dove la Roma l'aveva raccattato, ancora ridono ripensando alla vicenda.

La Roma non cercava lui, ma lo stopper argentino Paz. Gli inviati sbagliarono persona, confondendolo con Gomez, che stupito dall'interesse, mise al volo la firma sul contratto. A Tenerife gestiva un noto autosalone. Giunto in Italia, cacciato a viva forza da Trigoria, si dedicò con successo a tale attività.

A volte lo si incontra ancora a Nettuno, mangiando pesce e gelato al porto.

scritto da Alessio Brugnoli alle 17:19 0 commenti

Racconti Centocellesi

"Allora, Be', da quanno non vedevi l'Internazionali de Roma'

"Nun bastano le dita delle mani. Da quanno le pay tv se so' pijato tutto. 'Na vorta c'era solo la Rai. Li programmi facevano schifo, ma er tennis te lo godevi tutto. Da Roma al Roland Garros, Wimbledon. Li pomeriggi a casa de' Biscotto "

" Come se nun me li ricordo. Noi in terazza a prenne er sole e beve orzata. E tu in salone co' Fabio Magnapathos, a vedè quelli che se prennevano a pallettate"

" E rompevate l'anima co' la musica tecno. Le nottate pe' gli open de li Usa e de l'Australia."

" Ma allore voi raccontà ? "

" A Silvanè, che te devo di'. Tutti 'sti tennisti da li nomi strani e chi li conosce. Io so' rimasto a Lendl. Però che palle de partite. Battono. Lanciano certe sventole, che parono li spari der cannone der Gianicolo. Se mettono a fondo campo. Ribattono de dritto e de rovescio. C'è passano le ore. Nun è 'n gioco, ma 'na gara de pazienza. Ma quer matto de McEnroe era 'n' antra storia. Batteva slice "

" Che ? "

"Tajato. Te piava angoli assurdi. La palla batteva pe' terra. Faceva 'na pernacchia all'avversario. E scappava via, come 'na rondinella. E se, pe' pura fortuna, quell'artro la pijava Mac faceva la volee. Sfidava la gravità. E lo fotteva."

"Però era 'gnorante 'na cifra "

"Smadonnava. Sputava. Buttava la racchetta pe' tera. A vorte sulla capoccia dell'avversario. Ma chissene. Agli artisti tutto permesso. Comunque te vojo da 'n pettegolezzo. Cobra all'Internazionali ha rivisto la vecchia donna "

" E che alla matta je piace er tennis ? "

" Ma de che ? Quella prima "

" Quella de li frigoriferì. La morona ? "

" Sine. "

" E magara era diventata 'na buzzicona de 'na quintalata "

" Guarda che 'na cosa der genere poteva succede solo a te. In compenso, teneva 'n braccio du' fiji"

" E Cobra ? "

" Manco se ne accorto. Stava a messaggiò co' la roscia de Riga. E lei che c'è venuta a salutà. Avemo scambiato du chiacchiere de circostanza. E s'è data. Cobra ha arzato le spalle. Ha detto quarchecosa sur fatto che era stato 'n cojone egoista. E tornato a messaggià"

" Che ha fatto 'na stronzata è poco "

" Sarebbe finito a venne eletrodomestici ar negozio der socero. 'Nfelice "

" Ma io dicevo pe' noi. Te 'mmagini li sconti che ce faceva sulle lavatrici ?

scritto da Alessio Brugnoli alle 17:19 0 commenti

Quartiere a luci rosse

Qualcuno può spiegare a quel bigotto moralista di Veltroni che a Roma quartieri a luci rosse ci sono sempre stati ?

Le Carine ai tempi dei Cesari. Piazza Navona in quello dei Papi. Via Panisperna nella Terza Roma.

La soluzione proposta da Serra non sarebbe una sconvolgente novità

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:19 0 commenti

Restauro Deposizione Raffaello

Come ogni restauro, si riaccendono polemiche. Stavolta sulla Deposizione di Raffaello alla Galleria Borghese

La storia della sua inutilità. Peccato che la tela stesse cedendo. La solita tiritera sulla pulizia che avrebbe tolto le velature. Peccato che Raffaello non le abbia mai usate. E che in quest'opera, meditando su Michelangelo, ne riprenda pathos e colori guizzanti.

Rimane sempre il solito dubbio. Perchè vi siano critici e storici d'arte così amanti della sozzura. Forse perchè guardare le opere come immaginate dall'autore costringe a ripensare ipotesi e preconcetti, tanto stratificati da far concorrenza alla geologia.

E così siamo condannati a non veder la Gioconda di Leonardo, ma una sua sporca ombra, lasciando l'onore della verità e generazioni più coraggiose e fortunate

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:15 1 commenti

venerdì, maggio 13, 2005

Angeli e Demoni

Non per fare il puntiglioso, ma qualcuno poteva almeno fare la fatica di comprare una piantina di Roma, se vi voleva ambientare un romanzo.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:50 1 commenti

Commenti

Con tutto il rispetto e la stima che ho per Rolli tuttavia ritengo che il suo post sul rapporto tra bed and breakfast e crolli di palazzi a Roma sia un poco esagerato. Perchè:

1) Gli abusi edilizi nella Capitale, le cui origini risalgono ai tempi di Romolo e Remo, hanno tutt'altre motivazioni che la creazione di nuovi bed and breakfast, che tra l'altro, non paiono per nulla spuntare come funghi

2) Che a Roma crollino palazzi come se fosse sottoposta ad un bombardamento, è una lieve esagerazioni. Tale problema è nella media fisiologica nazionale e non c'è stato alcun suo incremento negli ultimi anni.

3) I palazzi con grossi problemi statici o risalgono all'urbanizzazione selvaggia del 1880 (causata dall'invasione buzzurra) o ai tardi anni sessanta. Le motivazioni sono analoghe: un forte risparmio sulla qualità dei materiali edili e l'aver scelto di costruire in luoghi geologicamente disastrati (Piazza Vittorio, Via Uso di Mare). Comunque costituiscono un'eccezione, non la regola

scritto da Alessio Brugnoli alle 12:02 0 commenti

Dissonanze

Al Palazzo dei Congressi dal 19 al 21 Maggio, Dissonanze, Festival di Musica Elettronica ed Arte Digitale

scritto da Alessio Brugnoli alle 12:00 0 commenti

giovedì, maggio 12, 2005

San Nereo ed Achilleo

La chiesa di San Nereo ed Achilleo. Malinconica di fronte alle superbe rovine delle Terme di Caracalla. Isolata. Quasi nascosta da un folto verde di elci, pini e cipressi.

L'antico titulus Fasciolae, che secondo la leggenda sorse per conservare una stranissima reliquia, la fasciola, la benda con cui San Pietro si era fasciato un piede pagato e che perse in questo luogo, nella sua fuga lungo la Via Appia.

Navate divise da pilastri a sezione ottagonale fendono lo spazio, firme di Baccio Pontelli. La luce si riflette sui minuti e splendidi mosaici bizantini. Per poi perdersi sugli infiniti lavori dei Cosmati.

Antichi frammenti di San Paolo fuori le mura, che il cardinal Baronio nel Seicento preferì trasferire nella sua chiesa, piuttosto che lasciar distruggere

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:10 0 commenti

Festival

Il 24 maggio comincia Letterature. Inaugura Rushdie. E dal 28 all'Auditorium il Thai festival, per scoprire la cultura del Siam

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:09 0 commenti

Nunzio d'Erme

Il tribunale del riesame ha schiaffato agli arresti domiciliari Nunzio d'Erme, per la questione della spesa sociale.

I giudici hanno ritenuto esproprio proletario e rapina sinonimi. E personamente mi è difficile dar loro torto

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:08 0 commenti

Una strada con il nome di Giorgiana

Presto una strada porterà il nome di Giorgiana Masi, la studentessa che venne uccisa nel 1977 da un colpo d'arma da fuoco a Ponte Garibaldi.

Un'altra vittima degli anni di piombo

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:07 0 commenti

Settimana dei Beni Culturali

Per chi può interessare ecco il programma della settimana dei beni culturali

Da non perdere a Roma l'apertura al pubblico del Cembalo Borghese

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:33 0 commenti

San Pancrazio

La giornata di oggi è dedicata a San Pancrazio, che dubito abbia devoti oltre il Raccordo Anulare. L'unico dato certo sulla suo vita è che morì martire, non si sa neppure se sotto Treboniano Gallo o sotto Galerio.

Neppure si sa il perchè della sua fama di ultor in perjuriis, vendicatore degli spergiuri. Secondo quanto afferma Gregorio di Tours, i colpevoli di falso giuramento non avrebbero potuto raggiungere la tomba del martire perchè sarebbero morti prima di raggiungere la schola cantorum sotto l'arco absidale.

E proprio questa fama rende la sua chiesa sull'Aurelia luogo di episodi storici nell'alto Medio Evo. Ivi Papa Pelagio I giurò dinanzi a Narsete di non aver tramato contro Vigilio, suo predecessore.

Nella Roma paleo cristiana i neobattezzati vi deponevano le loro bianche vesti di catecumeni la prima domenica dopo Pasqua, cerimonia ricordata dal corteo del fiore il 12 maggio.

La prima chiesa fu fatta costruire in epoca ignota presso il clivus Rutarius in Agro Fonteiano, diverticolo dell''Aurelia Vetus. Papa Simmaco rinnovò la basilica, costruendone accanto delle Terme. E la decorò in qualche maniera, anche se non si capisce bene cosa intendano le cronache quando affermano et fecit arcum argenteum.

Papa Onorio I ricostruì la chiesa, replicando l'architettura della basilica di San Pietro. Fecit arcos argenteos quinquies. E come unità di misura fu riutilizzato il piede romano, abbandonando il bizantino.

E sotto la chiesa le relative catacombe, con decorazioni di tipo frigio, che la lasciano sospettare l'utilizzo da parte di eretici montanisti. Le uniche catacombe che sono state sempre visitabili e mai abbandonate.

Nel 1578 Anthony Munday, spia della regina Elisabetta I, spedito a Roma per documentarsi sul culto dei martiri, la visitò, lamentandosi del dover pagare un biglietto di ingresso.

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:31 0 commenti

Villa Gordiani

Esiste ancor oggi la casa dei Gordiani, ed una loro villa sulla Prenestina con un porticato tetrastilo di duecento colonne di cui cinquanta di marmo caristio (con striature bianche e verdi, detto cipollino e proveniente dall?Egitto); cinquanta di marmo Claudiano (rosato, proveniente dall?Anatolia) e cinquanta di Numidico (giallo-oro proveniente dall?Africa), tutte di equal misura. Al suo interno si aprivano grandiosi saloni lunghi cento piedi ciascuno e naturalmente tutti gli altri ambienti erano proporzionati alla grandiosità dell?edificio. Degne di nota erano soprattutto le terme che non avevano l?eguale in tutto il mondo, escluse quelle di Roma ...


Historia Augusta

Vita dei tre imperatori Gordiani, di Giulio Capitolino

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:44 0 commenti

mercoledì, maggio 11, 2005

Notizie

Dopo lunga e travagliata gestazione, è finalmente nata la giunta Marrazzo. Intanto il 14 ed il 15 maggio ad Ostia, nel PalaFijkam, si svolgerà l'International Hip Hop Open

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:10 0 commenti

Massenzio

Massenzio. Mediocre generale. A sentire le malelingue dei panegiristi di Costantino, un vizioso ed un debosciato. Vittima predestinata della Storia.

Eppure alle sue intuizioni politiche molto debbono i Secondi Flavi. Il ricollegarsi al mito della continuità della Roma Eterna. Costantinopoli non è il tentativo di ricrearne una pallida copia, priva di radici.

Il principio della tolleranza religiosa. L'editto di Milano non fa che riprendere quanto scritto nei decreti di Massenzio.

Il considerare la chiesa come corpo organico all'Impero. Nicea è preceduta dalla gestione della faccenda di papa Eusebio e dell'antipapa Eraclio.

E da quanto appare dagli ultimi scavi archeologici, pare che al figlio di Massimiano debba attribuirsi anche l'invenzione dell'architettura cristiana. Delle basiliche circensi. Sia San Sebastiano, sia il misterioso complesso di Villa Gordiani paiono risalire a lui.

Però, se San Sebastiano può configurarsi come cappella palatina e luogo di culto dei martiri, antecedento la basilica Sessoriana, Sant'Agnese e San Marcellino, rimane il mistero della basilica prenestina. Non vi sono catacombe, reliquie o miracoli di cui si ha memoria che possano giustificarla

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:09 1 commenti

Villa Gregoriana

Dal 13 Maggio, riapre al pubblico la più sconosciuta e romantica delle Ville Tiburtine, la Gregoriana. Goethe, nel suo vagare in Italia, così la descrisse

In questi giorni sono stato a Tivoli ed ho veduto uno dei primi spettacoli della natura. Le cascate, con le rovine ed il complesso del paesaggio appartengono a quegli oggetti la conoscenza dei quali ci rende più ricchi nel profondo del nostro io

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:37 2 commenti

lunedì, maggio 09, 2005

Santa Bibiana

Santa Bibiana. Una chiesetta schiacciata dalla mole retorica della Stazione Termini e le rotaie del trenino della Casilina. Su cui si passa davanti mille volte, senza degnarla di uno sguardo.

Qualche vecchio romano si ricorda del proverbio

"Si ppiove pe' Santa Bibbiana, piove pe' quaranta ggiorni e 'na settimana. Si se n'accorgheno li parenti, piove puro pe' antri venti" (per i non romani: si fa riferimento anche alle fstività di Flaviano e Defrosa, genitori della santa e di sua sorella Demetria. Tutti martiri)

Eppure quelle chiesa, che la leggenda vuole custodire le reliquie di undicimila martiri, sorta nella contrada ad ursum pileatum (e perchè si chiamasse così, presso l'orso munito di cappello, è uno dei tanti misteri dell'Urbe) è un incunabulo del Barocco.

E la prima chiesa progettata dal Bernini, autore anche della statua della Santa. E tra le tante cose, custodisce uno dei primi dipinti, se non il primo in assoluto, ammettendo che l'attribuzione degli affreschi di Palazzo Caetani sia errata, di Pietro da Cortona

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:51 0 commenti

domenica, maggio 08, 2005

Roma nell'Asia Centrale

L'ultimo romanzo di Valerio Manfredi,l'Impero dei Draghi, ha rilanciato la questione di Li-Jan. Nei documenti cinesi si racconta che una spedizione Han, contro i nomadi che saccheggiavano le carovane sulla Via della Seta, ricevette una sonora batosta da sconosciuti guerrieri.

A differenza dei barbari con cui erano soliti confrontarsi, i cinesi si scontrarono con soldati che combattevano a piedi, in formazioni chiuse ed ordinate, tenendo gli scudi sovrapposti gli uni con gli altri. Lanciavano corti giavellotti, che si piegavano raggiunto il bersaglio, impedendo i movimenti ai nemici e preferivano combattere con spade acuminate di media lunghezza.

Gli Han notarono anche che i loro nemici costruivano accampamenti quadrati circondati da aguzzi pali di legno.

Testudo. Pilum. Gladium. Castrum. Come se le truppe del Celeste Impero si fossero scontrate con una legione romana. Fanta Storia.

Comunque, i cinesi, invece che continuare a combattere, trovarono un accordo con questi avversari, trasferendoli a Li-jan. Gli scavi archeologici in quella città non hanno però mai dati nessuna certezza sulla questione latina.

A complicare le cose, però negli anni sessanta è la scoperta di un affresco Bundzikat... E cosa rappresenta di così sconvolgente ?

Semplicemente il mito di Romolo e Remo. Enea. Marte e Rea Silvia. La scena della cesta che dal Tevere si incaglia nei pressi del fico Ruminale. Una lupa che allatta due bambini. Un gruppo di pastori, guidati da un uomo e da una donna. Faustolo e Rea Silvia.

Perchè tali immagini siano nei deserti dell'Asia Centrale, è un gran mistero

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:03 0 commenti

Mostre

Al Museo Andersen, la mostra Oriented, che raccoglie gli scatti degli 11 fotografi più rappresentativi di Israele

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:21 0 commenti

Acilia Maccabi

Un altro esempio di questa ondata antisemita che sta ammorbando Roma, sono stati gli insulti razzisti ai giocatori della giovanile del Maccabi, la squadra della comunità ebraica romana, nella partita giocata con l'Acilia.

Il brutto della situazione è che tale deriva avviene nell'indifferenza di molti e nel plauso di pochi

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:15 0 commenti

Ipse Dixit

Come funziona lo Stato Pontificio ? Semplice. Il Papa comanda, i Cardinali disubbidiscono, il popolo fa quel che gli pare

Prospero Lambertini, Papa Benedetto XIV

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:29 0 commenti

Sdegno

Ammetto di essere un reazionario bigotto ed ignorante, ma come è possibile che sia l'unico a sdegnarmi quando una circoscrizione di Roma finanzia un convegno in cui si affema il fatto che le foibe siano un falso storico ?

O che nessuno dei soloni del Comune, della Provincia e della Regione osi dare un messaggio di solidarietà a quei commercianti che si ritrovano le vetrine distrutte ed imbrattate con la scritta "porci guidei, Palestina libera " dagli autonomi dei Centri Sociali, soltanto perchè di religione ebraica ?

Non stiamo ancora alla Notte dei Cristalli, ma è possibile che quattro voti spuzzolosi, i politici romani debbano prostituire la propria dignità, diventando complici e collusi, di quelli che, nonostante si definiscano di Sinistra, non sono che allegri nipotini di Hitler ?

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:45 0 commenti

venerdì, maggio 06, 2005

La tabacchiera del Belli

Er sor Giuseppe Gioachino Belli era estemamente attaccato ad una sua tabacchiera di argento. E spesso se ne pavoneggiava. Potete immaginare la sua rabbia quando un giorno gliela rubarono. Corse immediatamente dagli sbirri pontifici, nella caserma di Montecitorio, per sollecitare le indagini.

L'unico risultato che ottenne, fu un consiglio. Rivolgerso ad una determinata persona, che bazzicava il Caffè Greco. Ebbe il nominativo, Il poeta si recò di corsa al locale. Chiese della persona. Gli indicarono un corpulento signore, dall'aria simpatica e paciosa, simile a quella di un gatto che poltrisce su un divano.

Questi accolse il poeta, si dichiarò suo ammiratore, condivise la sua preoccupazione per la diffusione delle pestifere idee giacobine e rifiutando ogni compenso, si disse disposto ad aiutarlo.

Ascoltato il problema, si grattò il mento, pensieroso:

" Maestro, non posso fa' niente. Er furto della tabacchiare non è robba mia. Li miei compagni nun c'entrano. Però 'n zona ha cominciato a bazzicà 'na banda romagnola. Forse so' stati loro. Se vole je indico er capo. Parla co' lui... Naturalmente je dica che lo manno io, sinnò manco je da retta"

Ascoltate le parole, il Belli impallidì. Salutò con deferenza. E scppò più di fretta che di paura.

La Polizia Pontificia, per fargli recuperare la tabacchiera, non aveva fatto nient'altro che mandarlo a conferire con il capo storico della Mala romana.

E uomo onesto ed intemerato e parecchio bigotto che era, il poeta rinunciò alla sua amata tabacchiera, arrossendo persino al ricordo del fatto.

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:46 0 commenti

Il salone di Maggio

E' in corso al Vittoriano la mostra Il Salone di Maggio, Roma - Luoghi e Colori che racconta i luoghi, i colori e la magia dell'Urbe attraverso un centinaio di opera tra olii, acrilici, sculture, fotografie, video, poesie e musiche sia di affermati, sia di emergenti

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:10 0 commenti

La Marmorata

A valle di Ponte Sublicio, sulla riva sinistra del Tevere, si trovano i resti del più antico dei porti fluviali che, fino all'Unità d'Italia, rendevano Roma un fiorente emporio commerciale. Il porto Tiberino o Ripa Marmora, perchè vi era sbarcato tutto il materiale lapideo come statue, colonne, capitelli, che serviva ad abbellire la Roma Imperiale.

Era costituito da una banchina lunga 500 metri e profonda 60, da un molo di travertio e dall'emporium, parzialmente scavato nel 1974, a sua volta collegato al Porto di Ripa Grande, dove nel 1600 sorgeva l'Arsenale Pontificio, dove veniva riparato il naviglio che risaliva il Tevere.

Nel Medioevo, forse la presenza di monaci basiliani, era noto come Ripa Graeca, per distinguerlo dalla Ripa Romea, sull'altra riva, dove sbarcavano i romei, i pellegrini

Nel 1850 papa Leone IV, preoccupato per le incursione saracene fece fortificare con due torri le due rive, per assicurarsi da una risalita a sorpresa del fiume. Di notte veniva tesa una catena tra le due rive, per sbarrare il passaggio.

Un altra torre fu costruita più a valle con una cappellina, dedicata alla Madonna di Betlemme, a cui i marinai rivolgevano il saluto prima di partire. La Madonna del Buon Viaggio.

E nel Rinascimento la zona fu riempita di piccoli mulini fluviali poggianti su imbarcazioni attraccate presso l'Isola Tiberina

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:07 0 commenti

Ciampino

Da cosa derivail nome della località del secondo aeroporto di Roma ? Dal nome di Gustavo Ciampini, prelato della curia pontificia, archeologo e scienziato, nato nel 1600 a Villa Raffaele, già Villa Segni.

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:38 0 commenti

Storia Romana

Nerone, per quanti uomini tu possa ammazzare, non potrai mai eliminare il tuo successore

Seneca

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:36 0 commenti

giovedì, maggio 05, 2005

La Fornarina

Maurizio Bernardelli Curuz ha pubblicato uno studio sulla rivista "Stile arte" in cui si afferma che Raffaello abbia sposato in segreto la cosiddetta Fornarina, modella dell'omonimo ritratto e della Velata.

Cosa tra l'altro narrata da infinite leggende romane, che parlano dell'amore tra la bella modella e fornaia Margherita di Trastevere ed il pittore Urbinate. Amore contrastato dal Cardinal Bibbiena, responsabile del pagamento dei lavori alle Stanze Vaticane, che in cambio dell'appalto per gli affreschi voleva far impalmare a Raffaello la nipote, , passata alla tradizione popolare per il fatto di essere più brutta di uno scorfano.

Quali sono gli elementi che hanno portato alla conclusione di Bernadinelli Curuz ? Il primo indizio è nelle perle presenti nei dipinto, sono collocate in una stessa posizione, stravagante rispetto alla moda dell'epoca.

Perla, in latino Margarita ed è proprio Margherita il nome che appare in alcuni documenti cinquecenteschi che si riferiscono alla modella di Raffaello.

E da qui è possibile ripercorrere la storia della moglie segreta che finirebbe, secondo un documento rinvenuto nell'Ottocento, con l'entrata in convento della donna nel 1520, che, a quattro mesi dalla morte di Raffaello, si dichiarava vedova.

Inoltre i ritratti dei due dipinti della Velata e della Fornarina hanno un'estrema somiglianza, verificata dalla sovrapposizione al computer.

E dai simboli nuziali del ritratto della Fornarina, rilevati dalle radiografie effettuate durante il restauro: il mirto, il cotogno, l'armilla, il velo delle matrone romane, e, soprattutto, l'anello nuziale.

Proprio sull'anello, scomparso dalla versione finale del ritratto, si concentra l'attenzione di Bernardelli Curuz, che racconta come l'opera venne modificata da Giulio Romano, per nascondere ogni indizio del matrimonio, per non far irritare il Bibbiena a cui spettava la decisione di mantenere o togliere l'appalto dei lavori nella sala vaticana di Costantino, affidato al gruppo di Raffaello e in giudicato dopo la morte del maestro.

E fu forse proprio per evitare l'ira dell'alto prelato che, al Pantheon, accanto alla tomba del pittore fu posta una lapide riparatrice nella quale si ricorda Maria, l'eterna "fidanzata", che non sposò mai.

Tutto vero, quindi ? In realtà c'è un grosso problema. Raffaello aveva la stessa abitudine di Tiziano. Di ritrarre le donne tutte con la stessa faccia. Analoghe sovrapposizioni con la Fornarina si possono trovare oltre che con la Velata, con opere del periodo fiorentino ed umbro

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:15 0 commenti

mercoledì, maggio 04, 2005

Lapide Battisti

Nel 1916, il Comune di Roma decise di dedicare una lapide a Cesare Battisti. L'incarico fu affidato a Ferdinando Martini, che presentò la seguente epigrafe

LA DISPERATA AUSTRIACA FEROCIA
VOLLE OFFESI E PUNITI IN
CESARE BATTISTI
LA STIRPE LA FEDE
L'AMORE DELLA PATRIA E DELLA LIBERTA'
E NELLA CIECA BARBARIE DEL SUPPLIZIO
SE' CONDANNO' ALL'OBBROBRIO DEL MONDO
LUI VOTANDO ALL'AMMIRAZIONE DEI SECOLI.
ALLA MEMORIA DEL MARTIR
ROMA
INTERPRETE DEL CUORE D'ITALIA
XX SETTEMBRE MCMXVI

Il sindaco dell'epoca, Prospero Colonna, cominciò a nicchiare. E' troppo violenta. Non se mai. Magari vincono loro. Il futuro è incerto, mai comprometterlo.

E con queste scuse, faceva a meno di pagare. E così Martini riscrisse l'epigrafe, nel seguente modo.

A TEMPORANEO RICORDO
DI CESARE BATTISTI
CON DIMENTICABILE OPPORTUNITA'
DANNATO ALLE FORCHE
DALLA CIONONDIMENO VENERANDA CANIZIE
DI FRANCESCO GIUSEPPE
TEMPORANEO NEMICO
ROMA SUPERBA DI SERBARSI FEDELE
ALLA SAPIENZA POPOLARE CHE AMMAESTRA
IL MORTO GIACE E IL VIVO SI DA' PACE
PRESSO ALLA STRADA CHE DAL NOME DEL MARTIRE
TEMPORANEAMENTE S'INTITOLA
QUESTA NOBILE PIETRA POSE
10 SETTEMBRE 1916

Resa pubblica la cosa, Colonna, per evitare di essere preso a pernacchioni dai suoi concittadini, fu costretto ad approvare la prima versione dell'epigrafe. E naturalmente a pagarla.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:00 0 commenti

lunedì, maggio 02, 2005

Novaziano

Nulla è più esagerato dell'affermare che fosse il principale interesse degli imperatori romani martirizzare i Cristiani. Anzi, il rapporto fu ambiguo e controverso.

Prima di Costantino vi furono feroci persecutori, ma anche simpatizzanti. Trascurando la storiella su Tiberio narrata da Tertulliano, che pure qualche indizio potrebbe suffragare, i Severi appartenevano a tale categoria.

Vi fu persino un imperatore cristiano, Filippo l'Arabo. E il buon vecchio Aureliano, nonostante le sue simpatie per il Sol Invictus,proclamò tra suoi decreti il fatto che la nomina dei vescovi dovesse essere approvata dal Papa.

Paradossalmente le vere crisi della chiesa di Roma arrivavano al termine delle persecuzioni. Come ad esempio dopo quella di Decio, in cui vi fu il primo vero scisma. Infatti non vi sono prove concrete che Sant'Ippolito si sia proclamato antipapa, ne, visti i procedenti di San Callisto e la sua abitudine di scappare con la cassa, gli si potevano dare tutti i torti nel caso di tale scelta.

Ora Decio, convinto che i cristiani portassero iella, o in termini più eleganti, irritassero gli dei di Roma, allontandone la protezione, decise di sterminarli. O megli di porli dinanzi ad dilemma. O essere martirizzati, o sacrificare agli dei. La seconda scelta veniva testimoniata da un adeguato certificato.

Tutto molto semplice. Una parte della chiesa romana accettò il martirio, tra cui, il 20 gennaio 250, Papa Fabiano, lasciando la sede vacante. Una parte abiurò. La maggior parte aggirò l'ordine imperiale. Chi corrompendo gli ufficiali preposti al rilascio del certificato, chi falsificandolo, chi dandosela a gambe, chi mandando a sacrificare agli dei parenti ed amici, spacciandoli per sè.

Morto Decio e cessata la persecuzione, vi fu il problema di cosa fare dei reprobi e dei furbi. Vi erano due scuole di pensiero. Quella integralista, di Novaziano, che sosteneva la loro scomunica e quella di Cornelio, sostenitore di un loro reintegro nella Chiesa, dopo un'adeguata penitenza. All'epoca il Papa era eletto da tutta l'assemblea dei fedeli e forse per il fatto che la maggior parte dei cristiani romani non avesse una coscienza limpida e cristallina, fu eletto Cornelio.

Novaziano non la prese bene e proclamò lo scisma. La sua chiesa ebbe persino una catacomba, ritrovata a via Regina Margherita e pare che sia durata sino ai tempi di Teodosio

scritto da Alessio Brugnoli alle 21:54 0 commenti

Ipse Dixit (Parte XV)

Ecco, era solo una guida sragionata, e in bieco conflitto di interesse, sul cosa può rompre le scatole a Roma.

Poi ci sono i finti mendicanti, i falsi storpi, i posteggiatori abusivi, i borseggiatori provetti, una piccola Calcutta in pieno centro.

E quelli che ti voglion vendere i libri di letteratura africana fuori da Feltrinelli e, se dici che poco ti frega, magari pensano che sei razzista, e quelli che vogliono la tua firma "contro la droga "

Ma resta sempre il fatto che il 63 passa poco e di malagrazia. Se poi non ci sono i soldi, magari si fa una colletta. O quando torna, portiamo Brad Pitt a una pizzeria a taglio.

Ci marciavano col 63, 'sti disgraziati, ma adesso che lo sa Walter glielo fa vedere. O no ?


SDM

scritto da Alessio Brugnoli alle 00:03 1 commenti

domenica, maggio 01, 2005

Kavafis

Hai detto: " Per altre terre andrò per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento
dove il mio cuore come un morto sta sepolto
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia ?
Dei lunghi anno, se mi guardo intorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina ".

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade, Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai queste stesse case. Sempre
farai capp a questa città. A,trove, non sperare,
non cè nave non c'è strada per te.
perchè sciupando la tua vita in questo angolo isolato
tu l'hai sciupata su tutta la terra


Kavafis

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:34 0 commenti

Via dei banchi vecchi

Passeggiando per via dei Banchi Vecchi, lo sguardo rimane affascinato da Palazzo Crivelli, la casa dei pupazzi, con i suoi sovrabbondanti stucchi.

Eppure il palazzo al numero civico 131 è ben più carico di storie e leggende, antica sede dell'ospedale della Nazione Boema.

Si racconta che Carlo IV, quando giunse nel 1355 a Roma per essere incoronato da Innocento VI, promise al Papa di non mettere piede in città, se non nel giorno prefissato per la cerimonia.

Ma tale fu in desiderio di visitare l'Urbe e di godere della bellezza delle sue donne, che entrò a Roma in incognito, travestito da pellegrino ed alloggiando in quel palazzo

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:33 3 commenti

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