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lunedì, gennaio 31, 2005

Piazze di Roma: Piazza della Repubblica

C'è un bellissimo libro che parla di Roma cogliendone uno degli aspetti più caratteristici, quello di essere (e di essere sempre stata) una città dalle molte piazze: Le piazze di Roma esistenti e scomparse di Ferruccio Lombardi. Lombardi prende in considerazione unicamente le piazze esistenti nel perimetro delle mura aureliane e di ognuna sono presenti piante e planimetrie che ne certificano il variare nel tempo, stampe, foto e una descrizione che ne segue il percorso storico. Nel libro si parla di più di 200 piazze romane ma le più conosciute dai turisti non sono molte: Piazza Navona, Piazza di Spagna, Campo de' fiori, Piazza del Popolo, Piazza Farnese, Piazza Venezia, Piazza San Pietro, Piazza Belli a Trastevere, Piazza del Campidoglio. La mia preferita - a parte Piazza Bologna, per quanto già detto - è Piazza della Repubblica: il bellissimo slargo - a pochi metri dalla Stazione Termini - su cui campeggiano, le Terme di Diocleziano, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, opera di Michelangelo, il Museo Nazionale Romano (che possiede opere di inestimabile valore) e la magnifica Fontana delle Naiadi, opera di Mario Rutelli del 1900. Mi piace soprattutto la notte, quando le auto sono poche e non c'è nessuno in giro, con quell'illuminazione razionale ed efficace che rende magica la visione del complesso architettonico, creando un gioco di luci - che si rincorrono sulle facciate dei due palazzi sul lato ovest della piazza - e di ombre che sottolineano il profilo delle colonne che sorreggono i due porticati sotto gli edifici semicircolari e delle statue della fontana.


[continua nel post successivo]

scritto da seia montanelli alle 23:51 1 commenti

Via di San Teodoro

Passeggiare per via di San Teodoro. L'antico Vicus Tuscus o Vicus Turarius. Il primo nome si spiega da sè, il secondo deriva dalla presenza delle botteghe dei turarii, i venditori di incenso e profumi esotici.

L'ambasciata del Belgio, nascosta dall'edera, che pare un giardino verticale. La chiesa di San Teodoro, di Bernardo Rossellino da poco donata ai fratelli Ortodossi. Teodoro, legionario romano del Ponto, che bastonato a sangue, straziate le carni con pettini d'acciaio ed infine arso vivo, ben merita il titolo di megalomartire.

Santa Anastasia. Inizialmente cappella delle milizie bizantine stanziate al Palatino, dedicata all'Anastasi, la Resurrezione. Ma i romani capirono male il greco e ci ricamarono sopra. Si inventarono una Santa. Una data di martirio. Una fine alquanto raccapricciante. La presunta Anastasia fu torturata. Le furono strappati denti, unghie e seni. Tagliate le mani. Ed anche i piedi.

E si riuscì persino a vendere le sue reliquie a peso d'oro all'imperatore di Costantinopoli.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:25 0 commenti

domenica, gennaio 30, 2005

Sport

Ieri alle Capannelle si è tenuta la corsa ippica più antica di Roma, il Memorial Argenton di galoppo, giunta alla centosedicesima edizione e vinta dal fantino Paul Johnson in sella al cavallo Dzino.

Tradizione vuole che la corsa a metà dell'Ottocento fosse sospesa da Pio IX. Infatti il vincitore era stato un rappresentante dei principi Doria Pamphilji, i cui colori araldici erano bianco rosso e verde.

Tutti gli spettatori cominciarono a gridare "Viva l'Italia", come per il Nabucco di Verdi a Milano, provocando l'ira del Papa Re.

A calcetto l'Intercart Lazio ha vinto 3 a 1 il derby con la Levinsson Roma.

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:43 0 commenti

Enrico Benaglia

Edimond ha pubblicato un volume che raccoglie tutte le incisioni dell'artista romano Enrico Benaglia.

Mondi sospesi in equilibri precari, come se fossero sogni prossimi all'alba. O parole affaticate nella ricerca di senso, indecise tra il passato perduto e l'enigmatico futuro. Minuetti sull'orlo dell'abisso

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:42 0 commenti

Informazione di servizio

Roma è una delle tre città prescelte dal ministero degli interni nel progetto pilota per le denunce dei piccoli reti tramite web

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:41 1 commenti

Concerti Baglioni

Baglioni non lascia, ma raddoppia. Rimandato a tempo indeterminato il concerto di San Giovanni, nella prossima settimana si esibirà in due appuntamenti di beneficienza.

Lunedì alle 21 nell'aula magna della Facoltà di architettura di Valle Giulia, il cantautore suonerà per la fondazione Sue Ryder Onlus, che assiste i malati terminali.

Giovedì all'Adriano, a favore della Fondazione Azzurra che finanzia borse di studio a favore degli studenti bisognosi di giurisprudenza.

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:41 0 commenti

Santa Martina

Oggi è Santa Martina, una delle tante sante patrone di Roma. Papa Onorio le dedicò una chiesa ai piedi di del colle capitolino, ricavata dai locali di servizio della Curia senatoriale. Nel 1588 fu assegnata all'Accademia di San Luca, il sindacato dei pittori romani.

Nel 1634, in una grotta della chiesa fu rinvenuto il sarcofago con i resti della martire. Pietro da Cortona, allora principe dell'Accademia, decise di onorarla progettando e facendo costruire una nuova chiesa. L'artista prese talmente a cuore l'opera che, per la realizzazione, v'impiegò tutto il suo patrimonio, finendo in povertà.

Fortunatamente Urbano VIII Barberini, saputa la cosa dal Bernini, si mise una mano sulla coscienza, rimborsandolo.

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:40 0 commenti

sabato, gennaio 29, 2005

Dimenticavo...

Domani è l'ultima domenica del mese. Si entra gratis ai Musei Vaticani

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:48 0 commenti

Eventi

Al Cervantes una mostra sulla grafica contemporanea spagnola. Lunedì la presentazione della Quadriennale. E' stata prorogata la mostra di Palazzo Poli su Gian Battista Nolli, il più grande cartografo del Settecento, autore della prima pianta moderna di Roma. Allo Spazio Etoile di San Lorenzo in Lucina, la prima antologica europea di Larry Kagan.

Domani al Quattro Fontane, il primo incontro di Filosofeggiando, ciclo di discussioni pubbliche con alcuni dei maggiori pensatori contemporanei. Domani è il turno di Vattimo e di Zabala, che chiacchiereranno sul futuro della religione.

Riusciranno a convincere er Giamaica che il nichilismo può essere considerato il vero significato della Cristianità ?

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:47 0 commenti

Porta Maggiore

Lo scontro tra Trenino e Tram 14. La colpa è stata data al semaforo. Come l'anno scorso. O due anni fa. O tre anni fa. O quattro, o cinque, quando fui tra i passeggeri coinvolti.

E qui interrompo l'elenco... Dato che questi sconti avvengono con frequenza annuale, non sarebbe il caso di prendere provvedimenti ?

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:46 0 commenti

Cartellone

Al Manzoni, una commedia di Willy Russell, Festa di Compleanno, sul tempo che passa e ci leviga. Sulla lotta tra il desiderio di libertà e la schiavitù dell'ipocrisia e dell'abitudine.

All' Ambra Jovinelli, Scemo di Guerra, Roma, 4 Giugno 1944, di Ascanio Celestini. La comicità per ricordare i giorni della Liberazione, i rastrellamenti al Quadraro ed i bombardamenti di San Lorenzo.

Lunedì, Annette Peacock al Palma. E guai a chi si perde quest'emozione.

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:44 0 commenti

Pellicani

Dopo le tracce di lupi nella periferia romana, è stato avvistato un pellicano sul Tevere. L'ultimo era stato visto nell'Ottocento.

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:43 0 commenti

venerdì, gennaio 28, 2005

Notti romane

Di sera a Roma non vi sono più case. Vi sono navi di pietra. Avanzano su onde d'asfalto. Illuminate da infine luci nella burrasca. In questo oceano d'ombra non vivono uomini, ma passeggeri che veloci fuggono.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:27 0 commenti

Hawthorne e Roma

La vecchia Roma giace come un morto e guasto corpo. Ritenendo qua e là una traccia della sua nobile forma antica, ma con una specie di muffa sopra di essa e non vita ma vermi che strisciano dentro e fuori

Hawthorne

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:26 0 commenti

L'Abate Luigi

Tutti conoscono Pasquino, voce del popolo romano. Molti ignorano però che Roma pullula di statue parlanti. Una di queste è l'Abate Luigi. Un antico personaggio togato. Mutilo. Un console, forse. O un senatore. Ma il Tempo gli ha donato l'oblio.

Per alcuni il nome della statua, su cui si appendevano satire, deriva dal soprannome del sacrestano della vicina chiesa del Santo Sudario dei Savojardi. Tant'è che spesso la statua cambia dimora, adesso fiancheggia Sant'Andrea della Valle, e testa, dato che spesso e volentieri è staccata dai vandali.

Voci non confermate dicono che " Nei magazzino der Commune, ci abbondano le capocce de riserva ", specie quelle non utilizzate da impiegati e consiglieri.

E come commenta l'Abate Luigi le sue decapitazioni ? Con quattro versicoli

"O tu che m'arrubasti la capoccia,
vedi d'ariportalla immantinente;
sinnò, voì vede ? come fusse gnente,
me mànneno ar Governo. E ciò me scoccia"

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:24 0 commenti

mercoledì, gennaio 26, 2005

Giornata della Memoria

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:29 0 commenti

Concerti

Il concerto di Claudio Baglioni a Roma, che era originariamente previsto per il 29 gennaio, e' stato rinviato. Lo ha reso noto l' assessorato alla Cultura del Comune di Roma, confermando che ''il concerto si svolgera', nei prossimi mesi, in data e luogo da definirsi''.

In compenso domenica 30 gennaio, appuntamento di primo piano per gli amanti della musica: Zubin Mehta, tra i massimi direttori d'orchestra viventi, dirige la Filarmonica Arturo Toscanini nel 'Requiem' di Verdi, in un concerto di beneficenza per le popolazioni vittime dello tsunami, che inizierà alle 21 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium-Parco della Musica.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:28 0 commenti

Cinema di Periferia

Questa, vincendo la pigrizia e sfidando il freddo, sono andato in un cinema di periferie. Dai posti sono scomodi. Non numerati. Per avere una buona posizione, bisogna essere lesti di gambe.

In cui da poco la cassiera ha abbandonato i vecchi biglietti di carta verde. Semplicemente perché non li producono più.

Dove il pubblico sottolinea le scene madri applaudendo e gridando. O manifesta il suo disappunto lanciando popcorn, fischiando o ammonendo la maschera con un "Aridatece li sordi".

Anche questa è Roma

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:25 1 commenti

martedì, gennaio 25, 2005

Via Casilina

Chi oggi passeggia per la Casilina, prigioniera di case ed alberi canuti, ha difficoltà ad immaginare come potesse essere sessanta anni fa. Qualche casa accanto a San Barnaba, appena costruita da Piacentini. Vigne sino alle case liberty della Maranella. Il fosso d'acqua fangosa. San Marcellino nella solitudine, con il Mausoleo di Sant'Elena perso nella boscaglia.

Villa de Sanctis, il cui enorme giardino, pieno d'orti di guerra, lottano contro le propaggini delle baracche di Borghetto Gordiani. Più avanti gli hangar della Caproni e della Svam, già vecchi. Segnati dal tempo.Un lago. E poi cominciava Centocelle. Le villette degli avieri. San Felice. Via dei Castani, che terminava a Piazza dei Mirti, dove c'era la vecchia stazione ferroviaria.

Le case che erano state date agli abitanti di piazza Montanara e dintorni, sloggiati da via dell'Impero.L'osteria dar Polledraro. Un sentiero, pretenziosamente chiamato Via della Botanica. Boschi e campi. Un posto tranquillo. Più campagna che città.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:01 0 commenti

Corviale

L'Ater ha stanziato 25 milioni di euro per dividere in cinque il Serpentone di Corviale. Un palazzo lungo 960 metri, alto 37 e profondo 23.

Una commissione di architetti italiani, cinesi ed americani ha deputato come questo mostro sia stato un esperimento urbanistico fallito. Er Giamaica ha commentato : " E ce voleva tutta 'sta scienza pe' capillo !!! "

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:52 0 commenti

Cronaca Minima

Alla Sala della Protomoteca in Campidoglio è stato presentato il libro La poesia di Roma di Lino Cascioli. Un mosaico di foto e versi per sezionare una città.

La De Sisti Roma è arrivata alle semifinali indoor di hockey su prato

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:51 0 commenti

Mostre

Per la prima volta a Roma, presso la galleria Larcan O'Neill, una mostra di Sam Taylor-Wood. L'inquietudine di essere angeli.

A Stazione Tiburtina, fino al 29 gennaio, al binario 9 è presente il Treno della Memoria, per commemorare la Shoah.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:50 0 commenti

lunedì, gennaio 24, 2005

EVENTI

Giovedì 27 gennaio 2005 alle 19.30, presso la galleria d'arte Il Bracolo di Roma, in via dei quattro cantoni 9, nei pressi della Basilica di Santa Maria Maggiore, Enzo Fileno Carabba leggerà alcuni brani del suo romanzo: Pessimi segnali edito da Marsilio. Presenta Nino G. D'Attis di Blackmailmag e sarà presente anche Jacopo De Michelis.
Ci vediamo lì?

scritto da seia montanelli alle 23:50 4 commenti

Sempre Stendhal

Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo si è afferrati dall'idea di stabilirvisi

Stendhal

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:04 0 commenti

Ocean Twelve

Roma. Città miraggio. Piovra. Una grande e fredda ingannatrice. Eternamente straniera. Nei film questa magia si perde. Da città enigmatica e fatale diviene un luogo prosaico e noioso.

Il miraggio si dissolve. Le imponenti facciate dei suoi palazzi cessano di nascondere mistiche rivelazioni, diventando gusci grigi. Vuoti.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:03 0 commenti

Un inglese a Roma

Racconta Stendhal di un inglese che, entrato a cavallo nel Colosseo, dopo aver visto degli operai consolidare un lembo di muro confidò agli amici:

«Per Dio, il Colosseo è quanto di meglio ho visto a Roma. Questo edificio mi piace, sarà magnifico una volta terminato».

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:59 0 commenti

domenica, gennaio 23, 2005

Tangenziale Est

Correre sulla Tangenziale Est con una vecchia Triumph Spitfire, scivolando su curve e tunnel. Scalare il toboggan d'acciaio sfiorando case e finestre. Planare su Piazzale Prenestino o su San Giovanni. Alla destra il muro di cinta e i cipressi del Verano. A sinistra, le finestre eternamente illuminate di Easy box o malinconici uffici smistamento di Poste Italiane.

L'inseguirsi delle grate. Le paratie fonoassorbenti. Binari arrugginiti. Piloni d'acciaio dipinti di sanguinoso carminio. Uno skyline cyberpunk, degno di un grande romanzo. Il Neuromante vaga in una città parallela. Continuum di Gernsback.

Di notte, fari accecanti sfrecciano sulle campate di cemento o lungo i canyon d'asfalto. Fiumi di magma in un vulcano di brace avvampante. Strade e destini si incrociano. Chi fugge verso Nomentana o l'Olimpico. Chi verso Guidonia o Tivoli, città fagocitate da Roma. Nulla più le distingue. Il lampeggiare intermittente di vite e di sogni dà senso alla notte urbana, fugace e provvisoria. Il ritmo frenetico del sangue

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:42 0 commenti

Maestri elementari

Monteverde. Elementare Francesco Crispi. Vi insegnava Giorgio Caproni. Maestro. Poeta

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:04 0 commenti

Arte Contemporanea

Due piccoli avvenimenti animano lo scenario dell'arte contemporanea a Roma. Il primo è Ligne Art, un vagone del famigerato treno Palatino, che collega Roma a Parigi, una volta utilizzato dalle gite scolastiche e aziendali (ora si sono tutti convertiti ai voli low cost), trasformato in un galleria d'arte.

Il secondo tentativo di far uscire l'avanguardia dai musei, che segue l'apertura dello spazio espositivo al Centro Commerciale di Cinecittà Due.

Nel vagone sono presenti le videoproiezioni dell'Elastic Group, che utilizzano riprese ad infrarossi, e della francese Lucas, con le gestualità femminili ripetute ossessivamente. Vi è anche un'installazione, alquanto pomposa, del polacco Miastkowsky.

Il secondo avvenimento è costituito da due personali al MACRO (quando ho parlato della mania degli acronimi, non scherzavo), Museo d'Arte Contemporanea. Una è dello scultore di Nunzio. L'altra, la cui inaugurazione è stata fonte di polemiche (poi ci lamentiamo del fatto che ci danno dei provinciali) e di Saville. Grandi dipinti, alcuni quasi di tre metri, realizzati con tecnica straordinaria. Pennellate nette, violente.

Il rifiuto di ogni bello accademico, per ricercare, come Caravaggio, il dramma e la violenza del Reale. Volti sfigurati, che si accalcano sulla tela, nella disperata necessità di raccontare storie. Di congelare un attimo nel fluire caotico del mondo

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:44 0 commenti

sabato, gennaio 22, 2005

Cronaca minima

Allo zoo o bioparco o come cavolo si chiama ora è morta la tigre siberiana Kim. Forse per
ischemia celebrale. Aveva tredici anni.

All'Anco Marzio, liceo classico, è stato proibito ad alunni e docenti di fumare persino in cortile.

Da lunedì ricomincia la guerra dell'amministrazione comunale contro i sampietrini e la tradizione ed il fascino di Roma. Adesso è il turno del disselciamento della Tuscolana

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:34 0 commenti

Musica e mostre.

Lunedì al Gran Teatro, i The Musical Box, tribute band che replica filologicamente i
concerti tenuti dai Genesis negli anni Settanta. Come direbbe Beppe er Giamaica, che tocca
fa' pe' campa'.

Alla GNAM, che non è un'onomatopea, ma la sigla della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, è in mostra un dipinto raro e prezioso, il ritratto della Marchesa Casati, di Augustus John. Un quadro che cattura l'anima di quella signora delle arti e degli eccessi.

Al LOL, Piazza degli Zingari 11, Rione Monti, altro esempio della mania degli acronimi che
si sta diffondendo negli spazi culturali romani, la mostra Guardare, non toccare, con le
fotografie della francese Olivia Gay. Foto dedicate alle donne ai margini, sconfitte dalla
vita. A realtà spiacevoli, che preferiamo non vedere.

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:31 0 commenti

Teatro a Roma

Cosa c'è in cartellone ? L'opera da tre soldi di Brecht all'Eliseo. A me l'allestimento
alla palermitana non è piaciuto. Ma d'altra parte, non è che sia un gran fan del
drammaturgo tedesco. Notevole è il gran numero di scolaresche delle elementari condannate
ad andarla a vedere la mattina.

Al contrario ho apprezzato Oberon, al Piccolo Eliseo, la tragedia di una vecchia madre che
si dibatte tra l'amore viscerale per il figlio e la difficoltà ad accettarne
l'omosessualità.

Due commedie, poi. La prima, Oh papà, povero papà (la mamma ti ha appeso all'armadio e io
mi sento tanto triste),
in scena alla Cometa. Pura follia. Avversa per indole e principio
al sentimento amoroso, Madame vuole proteggere il figlio dalla corruzione fisica e morale,
senza chiedere il suo parere.

Protegge la sua pelle lattea al pari della sua verginità, mentre lei di notte se ne va in
giro a rompere l'anima a coppiette innamorate. Il povero figlio, chiamato ogni volta con un
nome differente, è segregato in una stanza d'albergo, seppellito sotto collezioni di
francobolli e monete.

Insieme girano il mondo, in compagnia di piranha che divorano gatti siamesi come spuntino
preferito, da piante carnivore e dal cadavere impagliato dell'ex marito e padre.

La seconda è E mo'ricominciamo da capo, in scena al Rossini, dove il grande vecchio del
teatro dialettale, Alfiero Alfieri interpreta un pover'uomo, avanzato in età, costretto a
ritornare a studiare, vittima di libri e quaderni.

scritto da Alessio Brugnoli alle 14:28 0 commenti

venerdì, gennaio 21, 2005

Arco di Gallieno

L'Esquilino, un quartiere di Roma costruito ad immagine e somiglianza di Torino, con portici e strade squadrate. Affinchè burocrati piemontesi, dopo l'unità d'Italia, non provassero troppa nostalgia di casa.

Eppure, vagando distrattamente tra i negozi di cinesi, si trovano ancora frammenti di una Roma Perduta. L'Arco di Gallieno. Edificato da Augusto al posto delle porta Esquilina, dove terminava l'Agger, il bastione di terra che rafforzava il punto più debole delle mura serviane, fu poi dedicato, come riporta l'iscrizione nella cornice, all'imperatore Gallieno e a sua moglie Salonina da un semplice cittadino (M.Aurelius Victor) nel 262 d.C. La Storia non riporta cosa abbia mai fatto Gallieno per meritare tale riconoscenza, ma probabilmente i ruffiani hanno bisogno di scarso incoraggiamento...

Nel Medio Evo, vi vennero appese due chiavi della città di Viterbo, per ricordare la sua sottomissione. Vi rimasero sino al 1825. Accanto la chiesa di San Vito. Un'antica diaconia, i magazzini in cui nell'alto Medioevo il papa distribuiva frumento e vino ai poveri. All'interno, forse l'ultimo affresco di Antoniazzo Romano

scritto da Alessio Brugnoli alle 16:25 0 commenti

giovedì, gennaio 20, 2005

Gadda

Gadda. Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana. L'ambigua vita delle notti romane. Il dolce miraggio delle sue immagini spettrali. Il rosso del suo autunno. Le aride gioie dell'estate. L'agio e le acute contraddizioni della vita. L'insensato spreco delle baldorie. Il languore d'amore dei suoi appuntamenti romantici.

Le promesse segrete. Il freddo disprezzo e l'indifferenza dell'uomo di mondo verso le superstizioni e i rituali. La risata blasfema di fronte all'ultraterreno. Il mistico timore dinanzi all'ignoto.

Di tutti gli umori e le sensazioni del genere era avvelenata l'anima di questo milanese. L'unico capace di capire Roma. Un veleno che era capace di distillare in arte.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:57 0 commenti

Imperia

Alla Tivù, la vita di Imperia. Forse era ancor più bella dell'Arcuri, se è vero che Raffaello la ritrasse come Galatea nel suo trionfo. Sicuramente dotata di un pessimo carattere, visto che aveva l'abitudine di sputare in faccia al suo servitore, una cosa brutta nella sua casa, vicino piazza Navona.

Ed innamoratissima del suo Agostino. Quando lei morì, il banchiere la fece seppellire nel portico della chiesa di San Gregorio Magno, sul Celio. L'Aretino ne scrisse l'epitaffio, lodandone la bellezza. Un bigotto canonico ne disperse le ossa, nel Seicento

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:52 0 commenti

APEnext

Oggi a Roma, presso l'Istituto superiore di fisica, è stato presentato APENext, il pù potente supercalcolatore europeo, dalla capacità di calcolo di 12TFlop. Sicuramente inferiore a quella dei giganti americani, eppure APEnext ha tre enormi vantaggi rispetto ai concorrenti. E' più piccolo: invece di occupare centinaia e addirittura migliaia di metri quadrati di superficie, è alloggiato in alcuni "rack" modulari. I consumi energetici sono molto inferiori. Ed è di gran lunga il più economico tra i supercalcolatori.

Le prime macchine, utilizzare per svolgere i calcoli connessi alla fisica delle alte energie e delle particelle elementari, saranno istallate a Roma e a Milano.Successivamente sarà il turno dei laboratori di Trento, Zeuthen (Berlino, Germania), Orsay (Parigi, Francia), Swansea (Gran Bretagna).

Un misconosciuto successo della ricerca italiana

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:50 3 commenti

mercoledì, gennaio 19, 2005

Gianicolo

Mi mancano i tramonti del Gianicolo. Ricchi di tristezza. Piccole nostalgie che fa battere più lentamente il cuore. Ricordi di carezzevoli luci ed ombre ancor più amabili, che trasfigurano i tetti della città.

Desideri di luoghi in cui non sono mai stato e dove non sarò mai. Di volti perduti e di avventure mai vissute. Sogni incatenati nei muri di Roma.

Non esiste tempo simile a questo, in cui il sole cade ed imprigiona l'animo. Eppure se si riesce a superare il crepuscolo, si potrà superare anche la notte.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:31 0 commenti

Er giorno der giudizio

Quattro angioloni co le tromme in bocca
Se metteranno uno pe cantone
A ssonà: poi co ttanto de vocione
Cominceranno a dì: "Fora a chi ttocca".

Allora vierà su una filastrocca
De schertri da la terra a ppecorone,
Pe ripijà ffigura de perzone
Come purcini attorno de la biocca.

E sta biocca sarà Dio benedetto,
Che ne farà du' parte, bianca, e nera:
Una pe annà in cantina, una sur tetto.

All'urtimo uscirà 'na sonajera
D'angioli, e, come si ss'annassi a letto,
Smorzeranno li lumi, e bona sera.

Belli

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:29 0 commenti

Gotico Romano

Roma si pente di guardare il futuro. Non è gotica. Detesta lo sperimentalismo. Il non finito. Preferisce vivere attendendo la morte e sognando l'eterno.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:27 0 commenti

martedì, gennaio 18, 2005

Venezia City Blog

Segnalo che è partito il secondo City Blog, quello di Venezia - perchè non dargli un'occhiata? :-)

scritto da Blogmaster IT-CB alle 19:24 0 commenti

lunedì, gennaio 17, 2005

Sant'Antonio dar porchetto

Piazza Vittorio. Sotto i suoi portici si racchiude il mondo. In cui convivono grazie umbertine e frammenti di Calcutta.

Nei momenti di buon umore, non vorrei vivere in nessun altro posto. In quelli di pessimo umore, mi ostino ad invocare la discesa del fuoco celeste, come Elia con i sacerdoti di Baal. Defilata, una chiesa. Un cancello ne imprigiona il portico.

E' Sant'Eusebio. Facciata del Fontana. Volta decorata dal Mengs, che tra gli angeli rappresentò una delle sue tante amanti. Stalli e leggio intagliati a grotteschi. Insomma, una delle solite chiese che si incontrano nel centro. Silenziose. Più ricche di storia che di fedeli.

Eppure per Sant'Antonio dar porchetto, l'abate, come dicono i dotti, questo luogo si riempie. Si benedicono gli animali. Al tempo del Papa Re,la festa era grande. La città digiunava. I fratacchioni rossi giravano per orti e vigne, spargendo acqua benedetta ed incenso. Veniva il tramonto. Nelle strade i baruzzari bruciavano i vecchi finimenti. Si cantavano stornelli dinanzi ai falò. Si ballava.

A mezzanotte si assaggiava la zuppa di fave. Il sanguinaccio. Le prime frappe e castagnole. L'inizio del carnevale.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:12 0 commenti

Via Nazionale

Guardare i negozi per Via Nazionale. Slanciata. Retta. Simmetrica. Monocromatica. Integra.
Nella folla, prigioniera dei saldi, non si può distinguere un Luca da un Marco.

Nel tempo l'oggi non è diverso dal domani. Tutto è uguale. Ma improvvisi appaiono lampi di bellezza.

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:06 17 commenti

Foro romano

Ieri sarei dovuto andare a Villa Adriana. In compagnia di un mio amico milanese. E del libro della Yourcenar. Non mi ha mai entusiasmato. Preferisco di molto il Giuliano di Gore Vidal. Questione di pregiudizi. Le Memorie di Adriano, come Siddharta, appartengono a quella schiera di libri che ogni adolescente è obbligato a leggere per sentirsi tale.

Alla fine ci siamo limitati ai Fori. Passeggiavamo tra le rovine. Sussurravamo i versi di Ozymandias.

And on the pedestal these words appear:
My name is Ozymandias, king of kings:
Look on my works, ye Mighty, and despair!
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away.


Alla fine un sorriso, per abbandonare cattivi pensieri. Le cose non serve che siano accadute per essere vere. O gli oggetto eterni. I racconti e i sogni sono le verità che dureranno quando i semplici fatti saranno polvere e ceneri, e dimenticati. Questo è tutto

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:46 4 commenti

domenica, gennaio 16, 2005

Piazza Navona

Passeggiare in una città notturna. Le voci e passi di chi accompagna sono attutiti. L'oscurità redime provvisoriamente Roma dalle sue bassezze. Fontane a Piazza Navona scandiscono il silenzio.

Le statue si rianimano nella luce vacillante. Strade scure si perdono nell'orizzonte.
Aantri spalancati tra masse di palazzi formidabili e minacciosi. Scheletri di giganti. E mi perdo tra le ombre

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:44 0 commenti

Via Prenestina

Vagare per la Prenestina. Ascoltare che le case cantoniere furono costruite e manutenute da un mio bisnonno. Guardare gli archi romani di Ponte di Nona ed ascoltare ricordi. Di quando sovrastavano discariche e vi pascolavano maiali. E la gente litigava per recuperare qualcosa dall'immondizia.

Scoprire che un pub era il vecchio Dazio, dove si fermavano i pullman provenienti dalla Provincia per pagare la gabella. Due lire per cinque litri di vino, o per dieci d'olio. E cinque per dieci di pane, carne o ciambelle.

Ascoltare le storie della rivolta di Centocelle e del Quarticciolo contro i nazisti. O di quando a Villa Gordiani vi erano i baraccati.

Tornare a casa. Guardarsi alle spalle. E scoprire di avere avuto il tempo come compagno di viaggio.

scritto da Alessio Brugnoli alle 20:43 0 commenti

ATTI PRIVATI IN LUOGO PUBBLICO

Un blog dedicato a Roma ti mette inevitabilmente in difficoltà. E' un po' come i testi liberi a scuola: la vastità della materia è tale che ti trovi con l'imbarazzo della scelta. Da dove inziare? Roma è la nostra storia, l'arte, il senso dello Stato (checchè ne dicano al nord!), i locali, i vizi. Che tu ci viva o ne sia semplicemente spettatore di passaggio, la Capitale ti offre un'esperienza totalizzante ed unica. E' uno stato d'animo. Forse esagero, quello che è sicuro però, è che chiunque abbia un minimo di senso estetico non può non trovare meravigliosi i suoi vicoli, le sue pietre asimmetriche, il lusso di certi palazzi, il misticismo di molti luoghi. Quindi come si fa a decidere di cosa parlare se hai di fronte tutto questo? Così decido di raccontare una parte di Roma che non è bellissima, non è famosa e nemmeno particolarmente evocativa. Ma è una zona cui sono legata e quindi percorro una strada che conosco. Fino a poco tempo fa lavoravo vicino a Piazza Bologna, nel quartiere nomentano, tra la stazione Tiburtina e il quartiere universitario. Naturalmente c'è una piazza e al centro un piccolo giardino con una fontana presa d'assalto dai piccioni, tanti da riportare alla mente Piazza del Duomo a Milano. Questo giardino è proprio in mezzo ad un incrocio e naturalmente al traffico, ma quasi non te ne accorgi. Ci andavo ogni giorno all'ora di pranzo. A quell'ora Piazza Bologna è letteralmente presa d'assalto da impiegati e manager in pausa e da badanti russe che si ritrovano tutte li forse per sentirsi meno lontane da casa. Non c'è silenzio ma quando me ne stavo seduta su una di quelle panchine di legno non ci facevo caso. Ero li con il mio panino e un libro, oppure una mano nella mia, e sentivo soltanto i versi dei piccioni, l'acqua della fontana, e le chiacchiere di tutti quelli che come me si rilassavano sotto il pallido sole invernale, che a Roma è meno freddo e pallido che altrove. Ricordo che mi capitava di dimenticare che eravamo in inverno e di togliere il giaccone da eschimese che indossavo, fingendo che fosse primavera e che non ero stanca per il lavoro, nè preoccupata per le mille incombenze della vita. Finivo il panino, leggevo il libro, stringevo l'altra mano - o ne baciavo il proprietario - e poi tornavo in ufficio, e mi sentivo come se fosse stata davvero primavera.

scritto da seia montanelli alle 15:11 0 commenti

Cronaca Minima

Piccola cronaca romana. Nulla sulle improvvise esplosioni di termometri nelle farmacie del Trionfale. In compenso ai pratoni del Vivaro sono tornati i lupi.

Forse è l'anno buono che il Cinecittà riesce a venire nella Serie A di calcetto, mentre oggi alla Tre fontane c'è il derby di rugby Roma-Lazio.

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:10 0 commenti

La musica di Caravaggio

Una piccola curiosità che riguarda Caravaggio. E' uscita una collana di cd, Tesori musicali di Roma, nella cui prima opera sono presenti brani di musica barocca per liuto. La particolarità è che tali brani sono quelli i cui spartiti appaiono nei quadri del genio lombardo.

Sono brani di Vincenzo Galilei, padre di Galileo, Francesco da Milano, Girolamo Kapsberger, Fabrizio Caroso, il Palestrina, Jackob Arcadelt.

Un aiuto a comprendere l'ambiente in cui viveva Michelangelo Merisi quando soggiornava a Palazzo Madama, ospite del cardinale Francesco Maria del Monte, gran melomane.

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:08 0 commenti

venerdì, gennaio 14, 2005

San Clemente

A spasso per una Roma cangiante. A volte livida e torva. Oppure luminosa come il taglio di una spada. Lontana dai soliti percorsi turistici. Eppure così viva. Con qualche amico ho visitato San Clemente. Chiesa antica, che con i suoi sotterranei riassume secoli di vita. Un fiume arcaico, alle cui sponde pascolavano mammuth. Una zecca imperiale. Un mitreo. Un'insula. Un titulus. Troppe cose per un solo luogo.

La cappella di Santa Caterina. Dipinta da Masaccio e da Masolino. In cui si contrappongono due visioni, cercando un equilibrio. Da una parte il gotico fiorito, con il suo fiorire di colori. Il suo scontrarsi con la realtà della visione. Dall'altra il primo rinascimento, con il sogno che il reale coincida con il razionale.

Il nostro occhio non vede in prospettiva. Il reale è cangiante e lo sguardo indeterminato, più adatto a scoprire nebbiose sfumature che ha determinare contorni netti come lame. La prospettiva non è che una costruzione mentale, una modellizzazione del mondo, in cui si perde la sua complessità. Contiene soltanto un frammento di verità, più variegata e complessa.

E' come quando riflettiamo, sforzandoci di far rientrare il mondo intero delle cose nelle parole. Di dire cosa sono le cose in verità, non temendo di riconoscere il carattere impossibile di questa pretesa, forzando il linguaggio di ogni giorno, fedeli al destino dei mortali di non potersi mai astenere dalle domande e soprattutto dal desiderio di risposte.

Cerchiamo di conoscere il mondo e non le sue ombre, fondando la speranza sulla ragione. Questa può essere fragile. Vaga. Oscillante. Ma c'è.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:03 0 commenti

Totti Gol

Quando un matrimonio è in crisi, ogni scusa è buona per chiedere il divorzio

scritto da Alessio Brugnoli alle 13:02 0 commenti

Scoperte Archeologiche a Colle Oppio

Colle Oppio. Il luogo dove gli studenti di Ingegneria cercano di sopravvivere a lezioni ed esami. E stringere contatti sociali con qualche rara straniera. O impegnarsi in fantozziane partite di calcetto.

Parco che nasconde un'infinità di reperti archeologici. I più noti sono quelli della Domus Aurea. Più recentemente sono saltati fuori quelli delle terme di Traiano. Nei beati giorni in cui ero ancora nullafacente, si pensava che di quell'edificio non rimanessero che quattro muraccia ed un disegno di Palladio. Che tutto fosse stato demolito da Sisto V, nel suo desiderio di trovare mattoni e marmi a basso prezzo.

Poi nel 1998 stato trovato il criptoportico. Forse un riadattamento di un ala della Domus Aurea. Oppure di precedenti opere della dinastia Flavia. E dietro il criptoportico un edificio, su cui vi era un affresco, rappresentante una città, cinta da mura turrite, con gli edifici in prospettiva, tra cui un teatro, accanto al quale è una statua d'Apollo su alto basamento, un quadriportico colonnato e sul limite destro un tempio ed altri edifici su un'altura. Al centro della città si vede una statua dorata di dimensioni colossali posta all'incrocio tra due strade. Alcuni hanno ipotizzato che fosse una rappresentazione dell'antica Londra.

In seguito è stato trovato un affresco che rappresenta una vendemmia. con una raffigurazione di vendemmia: tre persone danzano pigiando l'uva nel tino mentre una quarta suona il doppio flauto; un'altra persona è intenta a raccogliere i grappoli.

Ed un mosaico che rappresenta una struttura architettonica in prospettiva con colonne e architrave, che funge da sfondo ad una scena di cui rimangono pochi resti, tra i quali si individuano due personaggi, uno femminile a sinistra ed uno maschile a destra.
La piuma raffigurata sul capo del personaggio femminile rientra nell'iconografia abituale per le Muse, mentre l'abito e l'aspetto del personaggio maschile barbato, nonché l'associazione con la Musa, portano a riconoscervi probabilmente un filosofo.

Infine ieri l'ultima notizia. E' stato scoperto un grande mosaico di cinque metri per sei, raffigurante una scena di caccia. Era il pavimento di una delle aule dell'impianto termale.
Il mosaico, composto di minuscole tesserine in bianco e nero, rappresenta un guerriero con una toga fermata da due fibbie, che stringe in mano la palma del vincitore. Sopra il capo, a grandi lettere, è riportato il suo nome, Cupido.

Protagoniste del quadro di caccia sono due fiere, un leone e una leonessa. Il leone perde sangue dalla gola, disteso vicino ad una leonessa morente.

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:33 0 commenti

Huygens

Se tutto è andato bene, da più di un'ora la sonda europea Huygens è atterrata su Titano, il misterioso satellite di Saturno.

Notizia interessante, ma che c'entra con il Roma City Blog ? Nulla, a prima vista. Ma pochi sanno che tale missione fu concepita all'Università La Sapienza.

E che i radar di Huygens e della sonda Cassini sono stati l'incubo degli studenti e dei tesisti vittime di Telerilevamento I e di Teoria e Tecnica Radar

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:14 0 commenti

giovedì, gennaio 13, 2005

Scene di Vita

Alle dieci uscirò. Farò cento metri. Citofonerò ar Giamaica. Ed andremo al pub davanti casa. Ordineremo un paio di birre. Dalla sua borsa usciranno quaderni, penne e qualche libro. Perchè a trent'anni Beppe ha deciso di tornare a scuola. Prendere la licenza media.

Un paio di mesi fa eravamo nello stesso pub. Alla quarta guinness, er Giamaica ci guardò confuso. Feci una battuta cretina.

"Beppe, nun sei più er vecchio giaguare de 'na vorta. Te bastano quattro pinte pe' mandatte in tirte come er flipper"

" In realtà c'ho 'n problema"

Ci azzittimmo tutti.

" Hai messo 'ncinta una ? Vanno male le cose ar lavoro ? Er Vertebra se ne ritorna da Capo Verde ? Hai 'mpicciato co' l'assicurazioni e t'hanno cioccato ?"

" Ma dateve 'na regolata tutti quanti. Niente de serio. Solo che me vorrei prenne la licenza media"

Beppe, detto er Giamaica, lasciò la scuola in seconda media. Si mise a fare il carrozziere, per dare una mano alla famiglia, che se la passava pessimamente. Ci guardammo negli occhi tutti quanti, ordinando un altro giro di pinte.

" Giama' che te sei bevuto er cerebro. Ancora co' sta storia che te senti 'gnorante. Ma sei hai letto caterbe de libri. Più de noi artri quattro messi 'nsieme."

" Sì, regà, ma me so rotto d'ave lasciato 'na cosa a mezzi"

" Vabbè e che problema c'hai ?"

" De finì ar gabbio "

" E perchè ? "

" Perchè nun ho completato l'obbligo scolastico. E' reato. Mica ce se scherza su ste cose "

" Beppe, trascurando er fatto che se devono mette ar gabbio quarcheduno è tu padre, che beato lui se sta a prenne er sole a li tropici, ma te pare che dopo diciotto anni nun è caduto 'n prescrizione. Poi in Italia nun mettono dentro li boiaccia, te metteno dentro a te ?"

Così rassicurato ricominciò a studiare. Ed ogni giovedì gli controlliamo i compiti e gli facciamo le interrogazioni

scritto da Alessio Brugnoli alle 16:52 0 commenti

Santa Maria della Pace

Santa Maria della Pace. Una chiesa la cui visita vale più di mille lezioni di Storia dell'Arte.
Nel suo interno si contrappongono due opere. Le Sibille di Raffaello e la cappella Caetani, su cui chiacchiere dicono aver messo mano Michelangelo. Due visioni del Reale e dell'Uomo

Per alcuni, è semplice apprezzare Raffaello. Bello come un angelo. Affascinante. Circondato da allievi e belle donne. Dalle opere gradevoli alla vista .

Più difficile far ciò con Michelangelo. Quasi deforme. Solitario. Scorbutico. Per l?Urbinate far pittura è un problema estetico, immagine di una ideale serenità, del paradiso in terra. Per il Fiorentino è un bisogno etico, nato dall'impellente necessità di manifestare ogni moto, speranza e tormento della condizione umana.

Per questo la sua pittura incide la nostra anima, mentre quella di Raffaello, più scintillante, carezza la nostra sensibilità. Entrambi artisti, ma l'Urbinate doveva dipingere perché la sua professione era quella di pittore e la sua mente gli permetteva di rappresentare in maniera somma cose somme, mentre il Fiorentino doveva agire perché dentro di sé aveva qualcosa che, oltre la sua stessa volontà, lo obbligava a creare.

Raffaello è l'uomo fattosi genio, Michelangelo è il genio fattosi uomo. E' semplice amare il primo; al secondo bisogna voler bene.

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:55 0 commenti

mercoledì, gennaio 12, 2005

Ho trascorso l'Epifania dove l'augurio era Felices Reyes. Ed ho avuto nostalgia della poesiola che cantavo da bambino.

La Befana riccia riccia
tutta quanta incannellata
scenne giù cor Bbefanino
da la cappa der camino.
Va ddicenno a le regazze
<<>>.
'Na regazza 'mpertinente
nun voleva fare gnente
La Bbefana la portò via
ar paese della Bbefania.

Una vecchia. Forse la madre dei bambini uccisi nella strage degli innocenti. La strega Strenia. O semplicemente la commare secca.

L'ipotesi che mi affascina di più. La descrizione dell'animo romano. Talmente presuntuoso, da pretendere che la stessa Morte gli renda omaggio, portandogli doni.

scritto da Alessio Brugnoli alle 23:00 0 commenti

Teatro di Pompeo

Campo de Fiori. Una folla che passeggia. Ride. Bivacca nei locali. Fermarsi un attimo. Succhiudere gli occhi. Sorridere delle contraddizioni della vita e della continuità della Storia.
Dove adesso vi sono pub e pizzerie, duemila anni fa vi era un teatro. Il regalo che Pompeo aveva fatto alla sua città. 40.000 sedili di marmo. Il sogno che Roma non fosse più una città provvisoria, condannata a rinascere perennemente dagli incendi.

In cima alla cavea un tempio, dedicato a Venere Vincitrice, par calmare qualche vecchio nostalgico. Accanto, il sacello della Felicitas, poichè saggiamente, non c'è vittoria senza un briciolo di fortuna.

Il giorno dell'inaugurazione, la Clitennestra di Accio ed il Cavallo di Troia. Vi recitarono 3000 comparse, tra la noia di Cicerone, inguaribile snob, e lo stupore del popolino. Da far impallidire Holliwood.

Negli intervalli, si passeggiava per un lungo portico. Ci si godeva un poco d'ombra, dopo la tortura del sole romano. Si sgranchivano le gambe. Sgranocchiava una focaccia o del pollo, conservando le ossa, da lanciare agli attori incapaci. I più giovani si dedicavano al pettogolezzo ed al rimorchio. Pompeias ire per umbras, definiva quest'ultima attività Ovidio, nella sua Ars Amatoria.

I più vecchio giocavano a dadi, a tali, al ludus latrunculorum o al ludus scriptorum. Gli intellettuali si godevano i quadri di Polignoto e Nicia. O criticavano i Dioscuri, che scrutano chi sale la cordonata del Campidoglio.

I Senatori, prigionieri della dignitas, si rifuggiavano nella Curia, dove la Morte incontrò Cesare. L'edificio più funzionale del complesso. Posta al di fuori del pomerium, porzione sacra della città, in cui era ammesso soltanto il potere civile, permetteva di poter discutere con comodità comodità con proconsoli che avevano qualcosa da pretendere o da protestare.

Alla fine, nulla di nuovo sotto il sole.

scritto da Alessio Brugnoli alle 22:58 0 commenti

martedì, gennaio 11, 2005

Cos'è Roma ? Una città dai mille popoli. Trappola che, afferrato l'animo con i suoi inganni, non lo lascia più. Non perdona.

Non è un luogo in cui vivere se si cerca una felicità senza nuvole. L'Urbe ghermisce ed arde con i suoi furbi sguardi. Come una strega tesse i suoi incantesimi, trasformando gli incauti che varcano il cerchio delle sue mura. Città in cui vagano grotteschi angeli e santi barocchi, dagli umori balzani. Propizia all'irrazionale. Agli incontri fortuiti. Alle complicità inverosimili, tra fenomeni opposti. Alle coincidenze pietrificanti.

Torbida e malinconica come una cometa. Un'impressione di fuoco la sua bellezza, serpentina ed obliqua. Con un'ombra di lugubrità e di sfacelo. Eternamente disillusa.

Non gioca a carte scoperte. La civetteria antiquaria, con cui va fingendo di essere ormai soltanto una natura morta, tacita sequela di trapassati splendori, non fa che accrescere il suo maleficio. Si insinua sorniona nell'anima con i suoi enigmi, dei quali solo lei possiede la chiave.

Roma non molla nessuno di quelli che ha catturato. E' bella. Ammaliante come può esserlo una donna. Inafferrabile. Perduta nel crepuscolo.

Vi sono sere che questa sporca, triste, tragica città nella luce d'oro del tramonto si muta in una bionda bellezza. Un prodigio di luce e di fulgore

Barlumi lunari. Ombre azzurre. Biancore degli intonaci. Lo scintillare di quel nastro di perle che è il Tevere. Il giallo barbaglio dei lampioni. Nei contorni tremolanti e confusi della notte, ammorbiditi dall'umidità, Roma si dissolve nelle sventolio degli iridescenti veli di bruma. Nel turbine dei drappi di luci multicolori che l'imprigionano.

La vedo in duplice ed ambiguo aspetto. Non solo riserva di splendore e tesori. Ma anche catasta di arsiccio e maculato vecchiume, di scarabattole intrise di rassegnata tristezza. Come una popolosa famiglia di utensili sbreccati. Di decrepiti oggetti malati. Di ninnoli marci. Poichè ogni oggetto ha la sua ombra notturna. Il suo veleno. Tutto questo cercano di catturare gli artisti. Impalpabile nulla. Sogni.

scritto da Alessio Brugnoli alle 15:46 0 commenti

Incipit...

La cosa più difficile di un romanzo è l'incipit. Racchiudere in una frase un mondo ed un'atmosfera. Penso che lo stesso valga per il primo post di un blog.

Di cosa ho intenzione di parlare ? Ad essere onesto, non lo so. Le idee sono come i passi, fatto il primo, gli altri seguiranno.

Raccontare notizie ? Preferisco di no. Più che altro mi illudo di voler cominciare un'esplorazione dell'animo e della vita di questa strana città, che, parafrasando Faletti, tutti odiano ed in cui continuano vivere per scoprire di essersi sbagliati nel giudicare. E con il terrore d'aver avuto ragione.

scritto da Alessio Brugnoli alle 11:29 0 commenti

lunedì, gennaio 10, 2005

Logo

Questo è il logo del Roma City Blog:


scritto da Blogmaster IT-CB alle 21:26 0 commenti

domenica, gennaio 09, 2005

Roma City Blog

Ciao a tutti! Comincia l'avventura del Roma City Blog, nodo del network Italy City Blogs.

Io e gli altri blogger cercheremo di raccontarvi cosa succede qui, di parlarvi della nostra (delle nostre?) città: speriamo che per voi sia una lettura interessante - noi, per parte nostra, ce la metteremo tutta.

Usate pure la funzione commenti, in calce a ogni post, per dire la vostra e per interagire con il blog: vogliamo fare di Roma City Blog uno strumento di comunicazione bidirezionale, interattivo (fuor di retorica), di reale dialogo, tendenzialmente migliore di quello che potrebbe essere un forum di discussione o una chat - strumenti anch'essi validi, ma altra cosa, e con altri tempi e ritmi, rispetto a un blog.

Bene, buona lettura e... buona interazione :-)

scritto da Blogmaster IT-CB alle 23:11 0 commenti

Cos'è Italy City Blogs?

Italy City Blogs è uno sguardo ultra-ravvicinato (il tuo) a quello che succede in città - nella tua città.

I nostri blogger danno a ogni blog cittadino una impronta originale, specifica, fornendo il loro personale punto di vista sulla vita di tutti i giorni in città, sugli eventi, le ricorrenze, le tradizioni delle rispettive comunità, in un modo che i tradizionali media locali non possono eguagliare.

Questo è il Roma City Blog

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